Mercato tradizionale di San Francisco El Alto vicino a Xela Quetzaltenango negli altopiani del Guatemala

Quetzaltenango (Xela): cosa vedere tra mercati, vulcani e villaggi maya dell’altopiano guatemalteco

Quando abbiamo iniziato a organizzare il nostro itinerario di 15 giorni in Guatemala uno dei temi su cui ho fatto più fatica a trovare informazioni è stato cosa vedere a Xela (Quetzaltenango) e i suoi dintorni.
Tutti parlavano di Antigua, del Lago Atitlán, di Tikal, ma Quetzaltenango rimane spesso fuori dal classico itinerario turistico, e anche il nostro driver ci aveva detto che non capitava da queste parti da un po’.
Perfetto, perché a me piacciono i luoghi più autentici e meno battuti: quelli dove riesci davvero a capire la cultura di un Paese.

Così eccoci qui, scarrozzate tra le stradine fresche (anzi, fredde) dell’altopiano occidentale, pronte a scoprire un Guatemala più vero. Xela è stata la base ideale per visitare San Francisco El Alto, San Andrés Xecul, Zunil, Almolonga e Salcajá, alcuni dei villaggi che più mi sono rimasti nel cuore, tanto da inserirli anche nell’elenco delle Cose da vedere in Guatemala.

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Cosa vedere a Quetzaltenango (Xela)

Xela è la città perfetta per chi vuole vivere il Guatemala autentico e non turistico, e soprattutto è il punto di partenza ideale per esplorare i villaggi maya delle valli attorno.

Fondata dagli spagnoli sulle rovine della città maya Xelajú, Quetzaltenango è la seconda città del Guatemala, ma l’atmosfera è diversissima da quella della capitale: è vivace, un po’ ruvida, universitaria e più “sincera”. Si trova a 2 300 metri d’altitudine, è circondata da vulcani, e offre un clima a dir poco fresco; tradotto: portati una giacca e vestiti più pesanti.

Il cuore della città è il Parque Centroamérica, una piazza elegante con portici e palazzi neoclassici.
Qui si affaccia la Catedral del Espíritu Santo, con la facciata barocca sopravvissuta a secoli di terremoti. Intorno invece ci sono uffici, piccole pasticcerie e banche coloniali con insegne sbiadite.
A pochi passi si trova il Pasaje Enríquez, un edificio di fine ’800 con caffè, gallerie e locali. Di sera la zona si anima con musica, cocktail e marimba: è il fulcro della movida locale (sì, anche quassù a 2 300 metri c’è movida), dove studenti, nomadi digitali e locals si mescolano a sorseggiare birra artigianale o cioccolata calda (dato che qui le serate scendono facilmente sotto i 10 °C).

Da non perdere:

  • Teatro Municipal, elegante e pieno di fascino, dove si tengono concerti e spettacoli;
  • Mercado La Democracia, enorme e coloratissimo, dove comprare frutta, spezie, fiori e tortillas appena fatte;
  • Tempio Minerva, costruito nel 1917 e con un’aria da Partenone guatemalteco (surreale ma iconico);
  • Cerro El Baúl, collina da cui si gode uno dei panorami più belli sulla città;
  • Le scuole di spagnolo: qui vengono studenti da tutto il mondo, attratti dai prezzi bassi e dall’immersione culturale vera.

È una città che forse non conquista a colpo d’occhio, ma ha carattere, una vita locale autentica e tante cose da vedere anche nei dintorni.

Palacio Municipal tra le cose da vedere a Xela (Quetzaltenango)
Cosa vedere a Xela: centro storico di Quetzaltenango in Guatemala
Libreria nel centro storico di Xela Quetzaltenango in Guatemala
Casa coloniale tra le cose da vedere a Xela negli altopiani del Guatemala

Villaggi dell’altopiano vicino a Quetzaltenango (Xela)

Una delle ragioni principali per cui abbiamo inserito Xela nel nostro itinerario era proprio la possibilità di usarla come base per esplorare i villaggi dell’altopiano occidentale. Nel giro di pochi chilometri si trovano mercati, chiese decisamente fuori dal comune, piccoli centri agricoli e luoghi in cui le tradizioni maya sono ancora molto presenti.

Noi ne abbiamo visitati diversi tra giovedì e venerdì, incastrando il percorso soprattutto in base al mercato settimanale di San Francisco El Alto. Qui sotto ti racconto quelli che abbiamo inserito nel nostro itinerario e, alla fine, anche Momostenango, che avevamo valutato ma non siamo riuscite a raggiungere.

San Francisco El Alto e il suo mercato

Se c’è un posto che giustifica il viaggio fino a Xela (Quetzaltenango), è San Francisco El Alto il venerdì. Ogni settimana, questo villaggio di montagna si trasforma nel mercato più grande dell’altopiano: un’esplosione di colori, rumori e odori.

Già arrivando (col driver, molto più pratico che con i chicken bus che arrancano in salita) si vede il paese arrampicato sulla collina, e una folla che sembra non finire mai. Il mercato occupa strade, scalinate e piazze: si vendono animali, abiti tradizionali, tessuti, frutta, ma anche scarpe, utensili, televisori, praticamente di tutto.

La zona più curiosa (ma per quanto mi riguarda, estremamente triste) è quella degli animali, più in alto: mucche, maiali e galline scambiati in un caos colorato. Poi ci sono i tessuti tradizionali maya, con i tipici huipiles intrecciati, e la parte alimentare, sempre piena di voci, profumi e griglie fumanti.

Sulla cima del paese si trova la chiesa di San Francisco El Alto, bianca e austera. Se si arriva tra una messa e l’altra, si vedono gruppi di donne maya uscire in abiti tradizionali: un bellissimo colpo d’occhio.

Ma attenzione: il mercato è affollato e conosciuto anche per i furti.

Che Quetzaltenango non fosse tra i posti più tranquilli ce l’aveva già detto l’assicurazione di viaggio, che infatti non copre eventuali incidenti in questa zona.
Anche il nostro driver e diversi venditori al mercato ci hanno ripetuto la stessa raccomandazione almeno dieci volte: attenzione a borse, cellulari e portafogli.
A noi è andato tutto bene, ma i racconti di piccoli furti non mancano: spesso succede a chi si lascia trascinare dalla folla colorata del mercato senza accorgersi delle mani “troppo curiose”.
Persino durante la nostra visita abbiamo conosciuto due ragazze del posto che, pur essendo del luogo, erano state derubate pochi minuti prima. Insomma, lo ripeto non per spaventare, ma perché qui serve davvero tenere gli occhi aperti e viaggiare leggeri.

Quanto tempo dedicare a San Francisco El Alto? Almeno mezza giornata: noi siamo rimaste al mercato circa 4–5 ore.

Mercato di animali di San Francisco El Alto vicino a Xela Quetzaltenango
Mercato tradizionale di San Francisco El Alto nei dintorni di Xela Quetzaltenango

San Andrés Xecul e la sua chiesa colorata

Probabilmente l’hai già vista in foto: la chiesa gialla di San Andrés Xecul è una delle immagini simbolo del Guatemala, e dal vivo è ancora più bella.

È un’esplosione di giallo, rosso e blu, decorata con rilievi di santi, angeli, animali, motivi floreali e figure mitologiche.
Non c’è un centimetro di spazio libero: ogni figura ha un significato e ogni dettaglio racconta un pezzo della storia locale, dall’arrivo dei missionari alla fusione tra tradizione cattolica e credenze maya.

Se hai fiato, o se preferisci con un tuk‑tuk in pochi minuti, sali fino alla Iglesia del Calvario, poco sopra il paese: anche questa chiesa è gialla e decorata, in stile simile alla principale ma in miniatura.

Il villaggio in sé è minuscolo, ma autentico: le donne indossano gli huipiles viola e arancio tipici della zona, i bambini giocano a calcio davanti alla chiesa, e intorno piccole botteghe vendono dolci locali e candele votive.

È uno di quei posti che ti restano nel cuore e ti ricordano quanto il Guatemala sia un Paese di simboli e colori.

Chiesa di San Andrés Xecul tra le cose da vedere vicino a Xela in Guatemala
Iglesia del Calvario, piccola chiesa colorata di Zunil nei dintorni di Xela (Quetzaltenango)

Zunil e il culto di San Simón

A una decina di chilometri da Xela (Quetzaltenango), sorge Zunil, incastonato tra le montagne e circondato da campi di cavolfiore.
Nel centro del villaggio trovi la chiesa di Santa Catalina, gialla con decorazioni bianche che sembrano merletti, molto simile nello stile alla Iglesia de La Merced di Antigua. Da fuori è splendida, ed è spesso ornata da archi di fiori e festoni, come quando la abbiamo visitata noi in periodo di Quaresima.

Ma la vera star di Zunil è San Simón, una figura della religiosità popolare guatemalteca che mescola elementi della tradizione maya e del cattolicesimo. Non è propriamente un santo riconosciuto dalla Chiesa cattolica, anche se viene venerato come tale da moltissime persone, che si rivolgono a lui per chiedere protezione, fortuna, salute, amore o favori di ogni genere comprese, a quanto pare, richieste decisamente meno benevole nei confronti dei propri nemici.
A Zunil la sua effigie è una statua vestita da uomo, con cappello, occhiali da sole e una quantità improbabile di cravatte, custodita all’interno di una casa privata. Ogni anno cambia la famiglia incaricata di ospitarla e per questo non esiste un indirizzo fisso: trovarla da soli non è semplicissimo e noi ci siamo riuscite grazie alla proverbiale insistenza del nostro autista.
I fedeli arrivano portando soprattutto bottiglie di alcol e sigarette, che vengono offerte direttamente a San Simón: alcuni incaricati gli versano letteralmente il liquore in bocca e gli accendono le sigarette, facendolo quindi “bere” e “fumare”. Davanti alla statua vengono poi accese candele e compiuti rituali diversi a seconda della grazia richiesta.
Anche i visitatori possono entrare nella casa pagando un piccolo contributo, con un supplemento se si vogliono scattare fotografie. È una delle esperienze più particolari che abbiamo fatto negli altopiani del Guatemala e permette di vedere da vicino quel sincretismo tra credenze maya e cristianesimo che ricorre continuamente in questa parte del Paese.

Zunil è anche la base di partenza per le famose Fuentes Georginas, terme naturali molto scenografiche immerse nella foresta (noi non ci siamo andate). Sono piscine di acqua calda avvolte dal vapore, con possibilità di mangiare nel piccolo ristorante sul posto.

chiesa di Santa Catalina di Zunil tra le cose da vedere vicino a Xela Quetzaltenango in Guatemala
Culto di San Simón a Zunil nei dintorni di Xela

Almolonga e il mercato agricolo

Pochi chilometri dopo Zunil c’è Almolonga, conosciuta come “l’orto del Guatemala” per la sua incredibile fertilità.
I campi all’ingresso del paese sono super scenografici, con cavolfiori, carote e lattughe giganti.

Il paese vive di agricoltura, e il mercato del mattino è super affollato, autentico e meno turistico rispetto ad altri: carri stracolmi di verdure, donne curve sotto i cesti, fiori ovunque.
La piazza principale è semplice e piena di gente, con chiese evangeliche ovunque (il villaggio è noto per la forte religiosità: negli anni ’80 quasi tutti si sono convertiti, e il villaggio è diventato un simbolo di “rinascita” morale locale).

Non è una tappa imperdibile, ma è perfetta per scattare foto e da combinare con Zunil: in pochi chilometri si passa dall’atmosfera mistica del San Simón a quella più concreta e contadina di questo villaggio.

Mercato di Almolonga vicino a Xela Quetzaltenango in Guatemala
Frutta e venditori al mercato di Almolonga nei dintorni di Xela

Salcajá: Ermita La Conquistadora e caldo de frutas

Salcajá è un piccolo paese ma con record storici importanti: qui si costruì la prima chiesa del Guatemala e di tutta l’America Centrale, l’Ermita La Conquistadora (1524), dedicata a San Jacinto. Una struttura bianca con dettagli rossi e un fascino semplice: rispetto alle altre chiese della zona, è più tozza, quasi fortificata, e all’interno si trovano statue in legno dipinto.
Puoi approfittare della sosta qui anche per provare il celebre caldo de frutas, un vino dolce preparato con frutta mista macerata per anni in botti di legno. Alcune famiglie ancora lo producono in casa e lo vendono in bottiglie di vetro.

Ermita La Conquistadora tra le cose da vedere a Salcajá vicino a Xela Quetzaltenango
Facciata storica della chiesa di Salcajá vicino a Xela

Momostenango e le Torres de Momostenango

A circa un’ora e mezza da Quetzaltenango, Momostenango offre paesaggi diversissimi: colline secche, canyon bianchi e un vento costante che modella le famose Torres de Momostenango, pinnacoli di tufo vulcanico che ricordano sculture naturali.
Il paese è anche famoso per la lavorazione della lana, con tappeti e coperte che vengono ancora tessuti sui telai a mano.
Non l’abbiamo visitato personalmente, ma se hai tempo e ti interessano artigianato e paesaggi geologici particolari, questa può essere una tappa carina.

Escursioni e natura nei dintorni di Quetzaltenango (Xela)

Noi non abbiamo avuto tempo di fare queste escursioni, ma se vuoi dedicare qualche giorno in più a Xela, nei dintorni ci sono diverse alternative tra terme, lagune e vulcani.

Fuentes Georginas

Le terme naturali più note della regione, a circa 20 km da Xela, scavate sul fianco del vulcano Zunil. Queste piscine naturali sono circondate da vegetazione tropicale e fumi sulfurei. L’acqua raggiunge i 36‑38 °C, ideale dopo giornate di trekking. Ci sono spogliatoi, ristorante e cabine e sono raggiungibili in auto o pickup (la strada è stretta ma panoramica).

Laguna Chicabal

Un luogo sacro al popolo Mam: la Laguna Chicabal è nascosta in un cratere vulcanico e spesso avvolta dalla nebbia.
Si raggiunge con un trekking di 1h‑1h30 dal punto di partenza (meglio al mattino), con scale e sentiero nel bosco. Lungo il percorso si incontrano croci e altari: è un luogo di preghiera, quindi il bagno è vietato, ma è perfetto per chi cerca un’escursione tranquilla e spirituale.

Cerro Quemado (La Muela)

Una montagna costellata di fiumi e rocce laviche dove ancora oggi si tengono rituali maya. Si sale per ammirare il panorama dalla cima, e le sue grotte sono usate per offerte e preghiere. Puoi arrivare in tuk‑tuk e poi salire a con un trekking ripido di una trentina di minuti.

Vulcani Santa María e Santiaguito

Per i più sportivi, il vulcano Santa María (3 772 m) offre uno dei trekking più belli del Guatemala (4‑5 h in salita). Si parte alle 2‑3 del mattino per arrivare in vetta all’alba e osservare il vicino cratere fumante del Santiaguito, tra i vulcani attivi del Paese. Noi non lo abbiamo percorso, ma è una delle esperienze più apprezzate dai trekker. Santa María è un trekking in quota impegnativo, Santiaguito può invece essere osservato anche da punti panoramici senza fare la salita al Santa María.

Come arrivare a Quetzaltenango (Xela) e come muoversi

Quetzaltenango si trova nell’altopiano occidentale del Guatemala e puoi raggiungerla abbastanza facilmente dalle principali tappe della zona. Da Antigua considera circa 3–4 ore in shuttle, mentre da Panajachel, sul Lago Atitlán, servono circa 2 ore e mezza. Da Chichicastenango a Xela sono invece circa 60–65 km e, con un driver, il viaggio richiede circa un’ora e mezza.

Noi abbiamo scelto di spostarci sempre con un driver privato, che ti consiglio soprattutto se vuoi inserire nello stesso itinerario anche i villaggi dell’altopiano. In alternativa esistono diversi shuttle condivisi, mentre i chicken bus sono sicuramente più economici, ma anche più lenti e meno pratici se hai poco tempo.

Come muoversi nei dintorni di Xela: anche se sulla mappa molti villaggi sembrano vicinissimi, considera che le strade dell’altopiano sono tortuose e gli spostamenti possono richiedere più tempo del previsto. Da Xela abbiamo impiegato circa 1 ora–1 ora e 15 minuti per raggiungere San Francisco El Alto; da qui circa 30 minuti per Zunil, mentre Almolonga dista appena 5–10 minuti da Zunil e circa 15 minuti da Xela.
San Andrés Xecul e Salcajá si trovano invece dall’altra parte della città e noi li abbiamo visitati arrivando da Chichicastenango: tra San Andrés Xecul e Salcajá abbiamo impiegato circa 15 minuti.

Se vuoi visitare diversi villaggi nella stessa giornata, secondo me il driver rimane quindi la soluzione più pratica; per gli spostamenti brevi puoi invece utilizzare taxi e tuk-tuk. Trovi i contatti del nostro fidatissimo e amatissimo autista all’articolo cosa sapere prima di partire per il Guatemala.

Itinerario di 2 giorni tra Xela e i villaggi dell’altopiano

Ecco come abbiamo strutturato il giro noi con il nostro driver:

Mercoledì sera: partenza da Panajachel e arrivo a Chichicastenango (a circa 2 h 30 di distanza).
Giovedì: mattina al mercato di Chichi, pomeriggio a San Andrés Xecul (a circa 45 min di distanza) e Salcajá (a 15 min di distanza), e arrivo a Xela per la notte.
Venerdì: mercato di San Francisco El Alto (circa 1 h – 1 h 15 da Xela), poi Zunil (circa 30 min da San Francisco El Alto), Almolonga (5‑10 min da Zunil), ritorno a Xela (circa 15 min da Almolonga) per visitare la città e rientro nel pomeriggio a Panajachel (circa 2 h 30).

In questo modo siamo riuscite a concentrare Xela e diversi villaggi dell’altopiano in due giornate piene, dormendo la sera precedente a Chichicastenango per essere già sul posto il giovedì mattina.

Come muoversi a Xela Quetzaltenango e nei villaggi degli altopiani del Guatemala
Donne maya nei dintorni di Xela in Guatemala

Dove dormire a Quetzaltenango (Xela)

Xela (Quetzaltenango) offre un po’ di tutto: guesthouse familiari, hostal studenti, e qualche hotel boutique in vecchie case coloniali.
Io consiglio di soggiornare intorno al Parque Centroamérica, comodo per spostarsi a piedi e vicino a caffè e ristoranti.

Noi abbiamo dormito al  Casa Morasan Hotel-Boutique, un’elegante struttura vicino al Parque Centroamérica. Stanze bellissime, arredamento coloniale contemporaneo, grande attenzione ai dettagli e un ristorante interno davvero notevole (il cocktail di benvenuto è stato uno dei migliori del viaggio). Anche il prezzo era decisamente buono.


Dove dormire a Xela Quetzaltenango: Casa Morasan Hotel Boutique
Interni del Casa Morasan Hotel Boutique a Xela


Qualora qui non trovassi posto, ti linko anche le altre sistemazioni che avevo preso in considerazione, tutte molto carine, in posizioni comode e con prezzi onestissimi:

Centenario Hotel Boutique: Un boutique hotel ricavato in un edificio coloniale di oltre cent’anni, completamente ristrutturato ma che conserva ancora parte della struttura originale. Le camere sono belle e arredate con gusto, così come gli spazi comuni: ci sono un ristorante, un bel bar e una terrazza sul tetto dove fare colazione. Si trova a pochi passi dal centro.

Hotel Muchá: Una struttura piccola e colorata, con camere molto spaziose, patio interni pieni di piante e diversi angoli dove fermarsi a leggere o bere un caffè, disponibile gratuitamente durante tutta la giornata. È vicino al centro e ha un’atmosfera rilassata e informale. Molto carini soprattutto gli spazi comuni, tra cortili, piante e piccoli salottini che la fanno sembrare più una casa che un hotel.

Lar Antiqua Hotel: Più semplice ed economico, ma davvero carino se cerchi qualcosa di centrale senza spendere troppo. Si trova a un isolato dal Parque Centroamérica, ha un cortile interno carino e soprattutto una bella terrazza panoramica sui tetti e sulle montagne intorno a Xela. Le camere sono essenziali ma grandi e c’è anche un parcheggio, da richiedere in anticipo alla struttura.

Dove mangiare a Quetzaltenango (Xela)

Anche se la cucina guatemalteca non è proprio la mia preferita, a Xela abbiamo mangiato (e bevuto) davvero bene. È una città universitaria e piena di locali più moderni, quindi tra una chiesa coloniale e un mercato caotico puoi anche concederti un aperitivo o una cena in posti super curati.

🍸 Rioja by Morasán
All’interno del nostro hotel preferito, il Casa Morasan Hotel-Boutique.
L’ambiente è stupendo: luci soffuse, pareti in pietra e un cortile interno con camino acceso la sera. Il menu propone una rivisitazione raffinata della cucina guatemalteca. Ottimo anche per chi cerca solo un drink dopo cena.

🥂 Casa Anayté
A pochi minuti dal centro. L’ingresso è nascosto dietro un cortile pieno di piante, l’interno è arredato con legno chiaro e decorazioni colorate e l’atmosfera è calda e accogliente. La cucina è una fusione tra ingredienti locali e piatti creativi: bowl particolarissime, tacos gourmet e dessert curatissimi, perfetto per un pranzo o un aperitivo con vino guatemalteco. È molto amato anche dai locali, quindi meglio prenotare nel weekend.

Se vuoi qualcosa di più semplice, ci sono tanti piccoli caffè nel centro storico dove provare dolci locali e cioccolata calda, ideale per finire la giornata di freddo di montagna guatemalteco.

Dove mangiare a Xela Quetzaltenango: Rioja by Morasán
Casa Anayté tra i migliori locali dove mangiare a Xela Quetzaltenango

Quando andare a Quetzaltenango (Xela)

Se vuoi includere San Francisco El Alto, organizza la tappa a Xela in modo da essere in zona il venerdì, unico giorno della settimana in cui si tiene il grande mercato.

Per quanto riguarda il meteo di Quetzaltenango, tra tutte le tappe del nostro itinerario, è stata quella in cui abbiamo avuto più freddo, tanto che a marzo indossavo sia il piumino che la giacca di pelle.
La mattina c’era il sole e qualche nuvola, il pomeriggio si annuvolava e nel nostro caso abbiamo beccato anche un mega acquazzone, nonostante fossimo nella cosiddetta stagione secca. Porta abiti a strati: la temperatura cala veloce, e nei villaggi (oltre i 2 000 m) fa davvero fresco.

Mercato locale di San Francisco El Alto vicino a Xela con venditori maya e frutta tropicale
Mercato frutta e verdura di Almolonga negli altopiani del Guatemala

Vale la pena visitare Quetzaltenango (Xela)?

A mio avviso sì, al 100% vale la pena visitare Quetzaltenango e i suoi dintorni.
È una zona autentica, poco battuta e con una forte identità maya ancora viva. Qui trovi riti religiosi unici come il San Simón di Zunil, mercati locali dove quasi non vedi turisti, chiese super colorate e zone verdissime veramente scenografiche.

In più, Xela città offre locali curati, un’ottima scena gastronomica e tutta la comodità per esplorare l’altopiano. Basta solo qualche precauzione in più, come in qualsiasi città grande dell’America Centrale, e un po’ di attenzione nei mercati.
Se vuoi capire cosa vedere a Xela Quetzaltenango oltre al centro storico, secondo me i villaggi nei dintorni sono la parte più interessante del viaggio.

Cerimonia di San Simón a Zunil vicino a Xela Quetzaltenango
Villaggio di Zunil nei dintorni di Xela in Guatemala

Consigli pratici per visitare Quetzaltenango e i villaggi dell’altopiano

Come sempre, ti rimando ai consigli generali che trovi all’articolo Cosa sapere prima di partire per il Guatemala: consigli per organizzare il viaggio. Di seguito invece, trovi quelli per una visita a Quetzaltenango:

  • Altitudine: circa 2 300 m, quindi occhio al freddo e all’adattamento. Vestiti a strati e niente sforzi esagerati il primo giorno.
  • Contanti: fondamentali. Nei villaggi pochi accettano carte.
  • Sicurezza: attenzione ai furti nei mercati affollati, evita di muoverti a piedi di notte.
  • Internet: Wi-Fi buono in hotel e caffè, mentre il segnale può essere più scarso nei villaggi. Per avere sempre internet durante gli spostamenti, ti consiglio di acquistare una eSIM prima della partenza: io ho utilizzato una eSIM Airalo, che puoi installare sul telefono prima di partire e attivare direttamente all’arrivo in Guatemala.
  • Trasporti: le strade sono buone ma tortuose. Valuta di assumere un driver locale o prendere uno shuttle privato.
  • Organizza le giornate in base ai mercati: soprattutto San Francisco El Alto, che è il venerdì. Questa per me è LA cosa pratica da sapere, perché può determinare completamente l’ordine dell’itinerario.
  • Non sottovalutare le distanze: i villaggi sembrano tutti vicini sulla carta, ma non puoi infilarne sei in mezza giornata. Una distribuzione come quella che ti ho proposto sopra per me è stata perfetta.
  • Contanti: nei villaggi e nei mercati meglio avere quetzales e soprattutto tagli piccoli.
  • Scarpe decenti anche senza trekking: tra mercati, strade in pendenza e giornate intere in giro per i villaggi, evita scarpe scomode anche se non hai in programma vere escursioni.
  • Power bank: tra giornate intere in giro per i villaggi, foto, Maps e spostamenti, una power bank è fondamentale per evitare di rimanere senza batteria proprio quando sei lontano da Xela. Io uso questa powerbank, e mi salva la vita tutte le volte.

Conclusione

Quetzaltenango non è una tappa che tutti inseriscono in un viaggio in Guatemala, ma per me è stata una delle parti più interessanti dell’itinerario. Più che Xela in sé, a piacermi sono stati soprattutto i suoi dintorni: il mercato gigantesco di San Francisco El Alto, la chiesa coloratissima di San Andrés Xecul, San Simón nascosto in una casa di Zunil e tutti quei piccoli villaggi che probabilmente non avremmo mai visto seguendo il percorso più classico. Per questo ho inserito questa zona a pieno titolo anche tra le Cose da vedere in Guatemala.

Se stai organizzando il viaggio, nel nostro itinerario di 15 giorni in Guatemala puoi vedere come abbiamo incastrato Xela e i villaggi dell’altopiano con le altre tappe. Se invece sei ancora nella fase organizzativa, trovi tutto quello che riguarda sicurezza, spostamenti, soldi, SIM e altre informazioni pratiche nella guida su cosa sapere prima di partire per il Guatemala.

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