Pushkar è uno di quei posti che all’inizio rischi quasi di sottovalutare. È piccola, si gira facilmente a piedi e, sulla carta, sembrerebbe una tappa veloce nel Rajasthan. Poi arrivi e ti accorgi che ha un’atmosfera completamente diversa dal resto dell’India del Nord.
Affacciata sulle rive del suo lago sacro, tra templi, ghāt pieni di pellegrini e stradine caotiche invase da motorini, mucche e negozietti, Pushkar è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dell’India. Qui trovi sadhu con la fronte dipinta, sacerdoti, mercatini colorati e un continuo via vai di persone che arrivano per motivi religiosi o semplicemente per curiosità.
La città è sacra per gli indù da migliaia di anni. Secondo la leggenda, tutto nacque quando il dio Brahma lasciò cadere un fiore di loto durante una meditazione: nei punti in cui i petali toccarono terra nacque il lago sacro di Pushkar. Da allora la città è diventata un luogo di culto importantissimo, ed è anche famosa perché ospita l’unico tempio dedicato a Brahma al mondo.
Noi abbiamo inserito Pushkar nel nostro itinerario in India del Nord come tappa tra Jodhpur e Jaipur, arrivando la mattina e ripartendo dopo il tramonto. Doveva essere una semplice sosta di passaggio, e invece si è rivelata una delle sorprese più belle del viaggio, tanto da rientrare a pieno titolo tra le tappe di cosa vedere in India del Nord.
Pushkar: la città sacra del Rajasthan tra lago, templi e leggende
Prima di scoprire cosa vedere a Pushkar, bisogna spiegare cosa rende questa città così particolare.
Pushkar si trova nello stato del Rajasthan, a pochi chilometri da Ajmer, e conta poco più di ventimila abitanti. Nonostante sia minuscola, è uno dei luoghi religiosi più importanti di tutta l’India e ogni anno attira migliaia di pellegrini.
La vita qui gira attorno al lago sacro di Pushkar, circondato da 52 ghāt e oltre 400 templi sparsi praticamente ovunque. L’atmosfera di questo paesino cambia continuamente: in un momento stai attraversando vicoli pieni di negozietti, tuk-tuk e confusione, cinque minuti dopo ti ritrovi davanti a persone che pregano in silenzio sulle scalinate del lago.
Un’altra cosa che rende particolare Pushkar è che qui vigono regole piuttosto rigide: niente carne e niente alcol in tutta la città, proprio perché è considerata un luogo sacro.
E poi c’è tutta la parte legata alle leggende indù: Brahma, Savitri, Gayatri e storie familiari che sembrano quasi una telenovela religiosa.
Cosa vedere a Pushkar
Pushkar è abbastanza piccola da girarla quasi tutta a piedi, ma abbastanza piena di cose da fare da tenerti impegnato tranquillamente per una giornata intera o anche di più, se decidi di fermarti a dormire.
Nel giro di pochi chilometri trovi il lago sacro di Pushkar, oltre quattrocento templi sparsi per la città, ghāt pieni di pellegrini, mercatini e colline panoramiche.
La cosa bella è che qui il ritmo cambia parecchio rispetto ad altre città del Rajasthan. Dopo il caos e il traffico di Jodhpur, Pushkar in India sembra quasi più raccolta: si cammina molto, si gira senza una vera direzione e spesso le cose più affascinanti saltano fuori tra un vicolo e l’altro.
Se stai cercando cosa vedere a Pushkar, trovi di seguito la mappa e la descrizione delle tappe che meritano davvero di essere inserite nell’itinerario.
Se hai poco tempo, le attrazioni che non dovresti perderti sono il Brahma Mandir, il lago sacro con i suoi ghāt, il tramonto durante l’Aarti e il Savitri Mata Temple.
Brahma Mandir
Il Brahma Temple di Pushkar è il motivo principale per cui la città esiste, ed è una delle attrazioni più importanti da inserire nella lista di cosa vedere a Pushkar.
Qui infatti si trova l’unico tempio al mondo dedicato a Brahma, il dio creatore della trimurti indù (la triade composta da Brahma, Vishnu e Shiva).
Dietro c’è anche una storia piuttosto movimentata. La leggenda racconta che Brahma stesse cercando un luogo puro dove celebrare un importante rito religioso. Durante la meditazione lasciò cadere un fiore di loto, e nei punti in cui i petali toccarono terra nacque il lago sacro di Pushkar. Ma adesso arriva il problema.
Per completare il rituale Brahma avrebbe dovuto aspettare la moglie Savitri, che però arrivò in ritardo. Siccome il rito non poteva essere rimandato, Brahma sposò temporaneamente Gayatri, una pastorella del posto, per poterlo terminare. Quando Savitri arrivò e trovò il marito già “occupato”, lo maledisse dicendo che sarebbe stato adorato soltanto a Pushkar.
Il tempio si trova nel centro storico e si raggiunge a piedi. Quello attuale risale al XIV secolo, anche se le origini sono molto più antiche. Si riconosce subito dalla guglia rosso-arancione che spunta tra gli edifici bianchi della città.
L’ingresso al Brahma Mandir è gratuito e, come in praticamente in tutti i templi in India, si entra scalzi e non si possono fare foto all’interno.
Piccolo consiglio pratico: all’ingresso troverai diverse persone che proveranno a venderti cestini di fiori e offerte rituali. Si tratta il più delle volte di “truffe” dove cercano di spillarti soldi con finti rituali per turisti: stanne alla larga.


Gayatri Mata Temple
Il Gayatri Mata Temple si trova in cima a una collinetta a circa venti minuti a piedi dal centro ed è dedicato a Gayatri, la pastorella che Brahma sposò di corsa durante il rito, quando la moglie ufficiale tardò ad arrivare.
La salita non è impegnativa, ma dissuade abbastanza i visitatori da rendere l’atmosfera diversa rispetto a quella del Brahma Mandir. Detto questo, quando ci siamo state noi era tutt’altro che deserto: pellegrini, famiglie, turisti, il solito caos indiano in formato collina.
Il tempio è dipinto di bianco e arancione, con una struttura semplice e compatta e qualche decorazione floreale all’ingresso. Non è scenografico come altri santuari del Rajasthan, ma la vista dal piazzale vale la salita: guardi giù e vedi il lago, la città, le colline intorno. La luce del mattino presto o del pomeriggio tardo è quella giusta per le foto.
Il Lago Sacro e i Ghāt
Il lago di Pushkar (Pushkar Lake) è l’anima della città, letteralmente e metaforicamente. Secondo la leggenda, sarebbe nato esattamente dove i petali di loto di Brahma toccarono terra: un’origine divina da cui proviene la sua sacralità. Fare il bagno in queste acque, si dice, purifica l’anima e cancella i peccati. Il risultato è che ogni mattina e ogni sera i ghats (le scalinate di pietra che scendono verso l’acqua) si riempiono di pellegrini che compiono le loro abluzioni rituali, gettano petali di fiori, recitano preghiere, suonano, e fanno puja con piattini di riso e offerte floreali.
Attorno al lago ci sono ben 52 ghat, uno per ogni maharaja del Rajasthan, e passeggiare da un ghāt all’altro è uno dei momenti più belli di Pushkar: ogni scalinata ha la sua atmosfera, il suo gruppo di pellegrini, i suoi sacerdoti che recitano mantra, il suo odore di fiori e acqua stagnante. Tra i ghat più importanti di Pushkar ci sono il Brahma Ghat e il vicino Varaha Ghat. Secondo la tradizione, proprio sulle rive del lago Brahma avrebbe compiuto il rituale che rese questo luogo uno dei più sacri dell’India. Sono tra le zone più frequentate dai pellegrini, soprattutto all’alba e al tramonto. L’Aarti serale (la cerimonia di preghiera con lampade a olio, canti e tamburi) è uno degli spettacoli più suggestivi e commoventi che puoi vedere in India: la luce delle fiaccole sull’acqua, il suono dei campanelli dei templi, le persone in preghiera sui gradini.
Un avvertimento pratico, però: vicino ai ghāt girano molti “Pushkar priests” o “Pushkar pandas”, sacerdoti autodichiarati che si avvicinano ai turisti, li invitano a scendere i gradini, iniziano a recitare preghiere e poi pretendono un’offerta in denaro, spesso con insistenza poco piacevole. Non è una truffa nel senso classico, ma è una pressione sgradita. Se qualcuno ti si avvicina con troppa familiarità, declina gentilmente e vai avanti.
Se vuoi invece partecipare a una Puja senza affidarti alle persone che ti fermano casualmente sui ghāt, puoi farlo durante questo tour spirituale a piedi di Pushkar. Dura circa 3 ore e, oltre a passare per alcuni dei principali templi e luoghi sacri della città, permette di capire meglio rituali, divinità e tradizioni induiste insieme a una guida locale, con una cerimonia Puja sulle rive del lago.


Il Mercato Colorato di Pushkar
Il bazaar di Pushkar si snoda lungo la via principale, la Sadar Bazaar, e nelle stradine laterali. Sulla carta sembra il posto perfetto per fare shopping: tessuti, braccialetti, borse ricamate, spezie, gioielli d’argento, stoffe con block print. In pratica, almeno quando ci siamo capitate noi, è un bel casino, con venditori abbastanza insistenti e una buona dose di ciarpame mescolato alle cose belle.
Ci vuole pazienza e occhio per distinguere l’artigianato autentico dalle cose prodotte in serie per i turisti, ma qualcosa di carino si trova, specie tra i tessuti e le stoffe rajasthani.
Pushkar resta comunque più economica di Jaipur o Delhi, e contrattare è d’obbligo: il prezzo che ti sparano all’inizio è quasi sempre il doppio. Portati contanti, la maggior parte dei negozietti non accetta carte.


Savitri Mata Temple
Savitri è la moglie ufficiale di Brahma, quella che arrivò in ritardo al rito e trovò il marito già “sistemato” con un’altra. Come rivalsa, scelse il punto più alto della città per il suo tempio, e bisogna ammettere che è stata una gran mossa.
Il Savitri Mata Temple si trova in cima alla collina Ratnagiri, a circa due chilometri dal centro. Esteticamente è un tempio bianco con decorazioni rosa e arancione, con una guglia centrale visibile già dal basso e qualche bandierina colorata che sventola all’ingresso. All’interno ci sono statue della dea riccamente decorate, offerte di fiori freschi e l’odore costante di incenso. Niente di particolarmente elaborato, ma la posizione è pazzesca.
Per arrivarci hai due opzioni: 1.070 gradini di scalinata (circa un’ora di cammino tra rocce, scimmiette e pellegrini in ciabatte) oppure la funivia, che in dieci minuti ti porta in cima per circa 100 rupie a tratta. La scalinata ha i suoi punti di interesse lungo il percorso (piccoli templi, venditori di cocco fresco, panorami che migliorano a ogni curva) ma la funivia è una scelta legittima se vuoi arrivare in cima con le gambe ancora integre.
Il tramonto visto da qui è considerato il più bello di Pushkar, ma bisogna scegliere: collina o ghāt; con una giornata sola non si fa in tempo per entrambi. Noi abbiamo scelto il lago.
Orari: 6:00–18:00 tutti i giorni.
La cerimonia dell’Aarti sui Ghāt al tramonto
Ogni sera, quando il sole comincia a calare e la luce tinge di arancione le colline intorno al lago, sui ghāt inizia una cerimonia silenziosa e al tempo stesso sonora: l’Aarti, il rito di offerta alla divinità attraverso la luce.
I sacerdoti portano lampade ad olio accese, fiori, incenso, i fedeli scendono i gradini con le loro lampade di terracotta e le lasciano andare sulla superficie dell’acqua, i tamburi cominciano a suonare. E’ un momento veramente toccante e suggestivo.
La cerimonia si svolge ogni sera al tramonto. Non c’è un orario fisso, dipende ovviamente dalla stagione e dal sole.
Posizionati ai ghāt almeno venti minuti prima per trovare un posto decente.
Se vuoi vivere questo momento con qualcuno che ti spieghi cosa sta realmente succedendo durante i rituali, c’è anche questo tour serale a piedi di Pushkar dedicato ai rituali del fuoco. Si svolge proprio nelle ore che precedono e accompagnano il tramonto e attraversa ghāt, templi e stradine della città vecchia, seguendo le cerimonie serali e approfondendone il significato religioso.


Micro-templi e angoli nascosti della città
Pushkar è letteralmente disseminata di templi, oltre quattrocento, di cui la maggior parte minuscoli, incastonati tra le case, sotto archi di pietra, in fondo a vicoli ciechi. Qualcuno è grande quanto un armadio, con una statua colorata, qualche ghirlanda di fiori e un incensino acceso; altri sono strutture più elaborate, con cortili interni e campanelli d’ingresso.
Non tutti hanno nomi famosi, non tutti sono segnati sulle mappe, eppure molti di loro sono bellissimi.
Tra quelli che vale la pena cercare: il Rangi Nath Temple, dedicato a Vishnu, con la sua architettura elaborata e i colori vivaci; il Varah Temple, uno dei più antichi di Pushkar, dedicato all’incarnazione del cinghiale di Vishnu; e i vari Sikh Gurdwara presenti in città, con le loro cupole dorate che spuntano inaspettate tra i tetti bianchi, il Rangji Temple, con la sua torre bianca visibile da lontano, e il Apteshwar Temple, più nascosto e frequentato prevalentemente dai locali.
Non serve un piano preciso per visitarli: la modalità migliore è semplicemente camminare senza fretta per le vie della città, svoltare nei vicoli che sembrano meno turistici, e lasciarsi trovare dai templi. Ce n’è sempre uno dietro l’angolo successivo.
In alternativa, puoi dare un’occhiata a questo tour pomeridiano a piedi di Pushkar. È pensato proprio per esplorare la città camminando tra vicoli, templi, ghāt e bazaar, quindi secondo me ha particolarmente senso per chi ha poche ore a disposizione e vuole andare un po’ oltre le attrazioni più ovvie.


Come arrivare e muoversi a Pushkar
Noi siamo arrivate da Jodhpur con Tahseen, il nostro autista di fiducia per tutto il viaggio (trovi i suoi contatti nell’articolo Cosa sapere prima di partire per l’India del Nord). Il tragitto da Jodhpur dura circa tre ore e mezza, tutto su strade statali attraverso il paesaggio desertico del Rajasthan occidentale: colline aride, villaggi di pietra, qualche dromedario che pascola ai bordi della strada. Non è un percorso che lascia a bocca aperta, ma ha una sua bellezza autentica.
Da Pushkar siamo poi ripartite verso Jaipur la stessa sera, dopo il tramonto, per circa due ore e mezza di strada verso est.
Se non viaggi con un autista privato, le opzioni sono:
- Treno + tuk-tuk: la stazione ferroviaria più vicina è ad Ajmer, a circa 15 km. Da lì si raggiunge Pushkar in tuk-tuk o taxi in 30–40 minuti. Ajmer è ben collegata sia con Jodhpur che con Jaipur ed è la scelta più comoda se ti muovi coi mezzi pubblici.
- Bus: ci sono collegamenti diretti da Jaipur, Jodhpur e Ajmer. Economici, lenti, e con un numero di fermate inversamente proporzionale alla tua pazienza. Funzionano, ma calcola tempi più lunghi del previsto.
- Taxi privato: si organizza facilmente da qualsiasi città vicina. Più costoso del bus, infinitamente più comodo, e con la libertà di fermarsi dove vuoi lungo la strada.
Anche se, come sempre, ribadisco che avere un driver in India sia a parere mio una delle spese più sensate per risparmiare tempo e fatica in un itinerario tanto serrato.
Una volta lì, Pushkar si gira quasi interamente a piedi: il centro è piccolo, molte strade intorno al lago e al Brahma Mandir sono semi-pedonali, e le distanze tra un’attrazione e l’altra sono gestibili senza mezzi. Per le colline (Savitri Temple, Gayatri Temple) puoi usare un tuk-tuk per avvicinarti e poi salire a piedi, oppure prendere la funivia per il Savitri Temple.
Guidare in autonomia, come per il resto dell’India, non è un’opzione che consiglio: il traffico è quello che è, le strade strette del centro sono un labirinto, e l’esperienza non vale lo stress.


Dove mangiare a Pushkar
Premessa necessaria: a Pushkar niente carne e niente alcol, per regola religiosa valida in tutta la città. Non è una policy del singolo ristorante, non dipende dal giorno della settimana come il Dry Thursday: è una legge locale in vigore sempre.
Noi abbiamo mangiato in un posto anonimo nel mezzo della giornata, uno di quei localini di passaggio sul lungolago che si scelgono per necessità più che per convinzione, e che non ha senso menzionare. Ma nei dintorni del lago e del bazaar ci sono alcune opzioni decisamente più interessanti dove mangiare a Pushkar, che ti riporto di seguito.
The Sixth Sense — Inn Seventh Heaven: il ristorante dell’Inn Seventh Heaven si trova all’interno di una delle haveli più belle della città, a due passi dal lago, all’ultimo piano della struttura. Per raggiungerlo bisogna farsi qualche rampa di scale – non c’è ascensore – ma in cima trovi un rooftop con pergolato affacciato sui tetti di Pushkar, perfetto soprattutto per una cena all’aperto. Il menu spazia tra cucina indiana e rajasthana, piatti internazionali e un po’ di cucina italiana; uno di quei posti che capisce che i turisti ogni tanto hanno voglia di una pizza e non li giudica. Tra i piatti più apprezzati c’è anche il thali, con porzioni decisamente generose, e dalle recensioni sembra esserci una buona attenzione anche alle diverse esigenze alimentari. Noi non ci abbiamo mangiato, ma l’avevo tenuto d’occhio durante la pianificazione del viaggio e, visto anche il livello dell’hotel, è uno di quei posti in cui mi sarei fermata volentieri per una cena.
The Laughing Buddha Vegan Café: piccolo locale coloratissimo e familiare affacciato sul mercato, con un balconcino da cui guardare la vita di Pushkar scorrere sotto di te. La cucina è vegetariana e vegana, con piatti preparati al momento e un’impostazione più casalinga e salutare rispetto alla classica cucina indiana molto unta, fritta o piccante: curry di verdure, chapati, Malai Kofta, chai, colazioni e parecchie altre proposte, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti. Sheru, il proprietario e cuoco, oltre a cucinare, organizza anche cooking class, durante le quali puoi scegliere cosa preparare e imparare passo passo ricette e tecniche della cucina indiana. C’è poi un motivo in più per fermarsi: il Laughing Buddha porta avanti anche un progetto a sostegno dell’istruzione dei bambini dei villaggi della zona, a cui (secondo quanto dichiarato dal locale e riportato da moltissimi clienti) viene destinata una parte consistente dei ricavi. Insomma, non soltanto uno dei posti più carini dove mangiare qualcosa di fresco e vegetariano a Pushkar, ma anche un piccolo progetto locale che vale la pena sostenere.
Sai Baba Haveli Guest House Restaurant: un altro ristorante ospitato all’interno di una haveli nel cuore di Pushkar, vicino al Varah Ghat e al Main Market, con diverse terrazze e una bella vista sul lago e sui tetti della città. Il menu è parecchio ampio e mescola cucina indiana, italiana, israeliana ed europea, quindi trovi tanto i classici dal, paneer e malai kofta quanto hummus, shakshuka, pasta e pizza cotta nel forno a legna. Noi non ci abbiamo mangiato, ma può essere una buona scelta soprattutto se cerchi un posto informale dove fermarti per cena senza allontanarti dal centro.
Un’alternativa, soprattutto se vuoi approfittare della tappa per assaggiare più cose diverse, è questo tour a piedi dedicato al cibo e alla cultura di Pushkar, che combina la visita della città con diverse degustazioni di specialità locali e street food. Può essere una soluzione carina anche se rimani a Pushkar soltanto una giornata e non hai abbastanza pasti a disposizione per provare tutto quello che vorresti.
Dove dormire a Pushkar
Noi non abbiamo dormito a Pushkar, ma abbiamo approfittato del buio per riprendere la strada verso Jaipur e guadagnare qualche ora sul tragitto. Una scelta logistica che rifarei, ma con un po’ di rimpianto: gli hotel che avevo scovato durante la pianificazione erano veramente carini, e Pushkar di notte, con le lampade sui ghāt e la città silenziosa, deve essere qualcosa di speciale.
Se stai valutando di fermarti, ecco le opzioni che avevo selezionato in merito a dove dormire a Pushkar: tutte haveli o strutture storiche nella città vecchia, con quella combinazione di autenticità e comfort che in India è rara e preziosa:
Budget / economico:
- Inn Seventh Heaven: probabilmente il più bello di Pushkar: una splendida haveli storica in pieno centro, a pochi minuti a piedi dal lago e dal bazar, con grandi camere arredate in stile indiano. All’ultimo piano c’è il The Sixth Sense, lo stesso ristorante che ho consigliato sopra, con una bella terrazza panoramica e ottima cucina. La struttura dispone anche di uno spazio per yoga e meditazione e viene apprezzata soprattutto per la pulizia, la tranquillità e la gentilezza dello staff. Se potessi tornare a Pushkar con più tempo, credo proprio che dormirei qui.
- Kanhaia Haveli: una haveli tradizionale in pieno centro a Pushkar, a pochi passi dal lago, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Le camere sono semplici ma pulite e la struttura conserva un’atmosfera autentica, con parecchi dettagli decorativi. Uno dei punti forti è la terrazza all’ultimo piano, dove si trova il ristorante e dove si può fare colazione, pranzare o cenare.
Fascia media:
- KothiPushkar: una struttura in stile tradizionale in posizione super centrale, a pochi minuti a piedi dal Tempio di Brahma e dal bazar. Le camere sono spaziose, curate e molto pulite, mentre il giardino interno è un piccolo rifugio tranquillo dal caos di Pushkar, dove vengono servite anche colazione e cena. Il vero punto forte sembra però essere lo staff, particolarmente gentile e disponibile: diversi ospiti raccontano persino di essere stati accompagnati all’alba fino al tempio di Savitri.
Fascia più alta:
- Gulaab Niwaas Palace: se cerchi qualcosa di un po’ più speciale, questo è probabilmente uno degli hotel più belli di Pushkar. Un elegante palazzo in stile tradizionale, immerso nel verde e in posizione leggermente rialzata, con una splendida vista sulla città, sul lago e sulle colline circostanti. Le camere sono grandi, curate e arredate in stile indiano, ma il pezzo forte è senza dubbio il giardino con la grande piscina: una vera oasi di pace dove rifugiarsi dopo una giornata nel caos e nel caldo di Pushkar. Ottime anche la colazione e la cucina vegetariana del ristorante, mentre lo staff viene descritto praticamente all’unanimità come gentilissimo e disponibile. È leggermente decentrato rispetto alle haveli precedenti, ma il centro si raggiunge in circa 15 minuti a piedi o in pochi minuti di tuk-tuk.
Quando andare a Pushkar
Di seguito ti do qualche indicazione per capire quando andare a Pushkar, a seconda del meteo, del clima e delle feste locali:
Tabella meteo di Pushkar mese per mese
Pushkar si trova nel Rajasthan desertico, con caldo estremo d’estate e inverni piacevoli. Noi siamo arrivate a inizio ottobre e la giornata era perfetta: caldo deciso nelle ore centrali (sui 33°C), ma mattina e sera decisamente gradevoli.
| Mese | Temperature (min/max) | Note |
|---|---|---|
| Gennaio | 9°C / 24°C | Ottimo, fresco e soleggiato, tra i mesi migliori |
| Febbraio | 12°C / 27°C | Molto bello, Holi in arrivo |
| Marzo | 17°C / 32°C | Buono, inizia a scaldarsi |
| Aprile | 23°C / 37°C | Caldo, ancora fattibile |
| Maggio | 27°C / 42°C | Molto caldo, sconsigliato |
| Giugno | 27°C / 39°C | Caldo e umido, inizio monsoni |
| Luglio | 25°C / 35°C | Monsoni e piogge frequenti |
| Agosto | 24°C / 34°C | Monsoni, ancora piogge |
| Settembre | 23°C / 34°C | Fine monsoni, temperatura in calo |
| Ottobre | 18°C / 32°C | Ottimo: caldo di giorno, fresco la sera |
| Novembre | 13°C / 27°C | Tra i mesi migliori e Pushkar Camel Fair |
| Dicembre | 9°C / 22°C | Fresco, bellissimo. Alta stagione |
La finestra ideale va da ottobre ad aprile. Il picco dell’alta stagione è tra novembre e febbraio, con un clima quasi perfetto, ma prezzi più alti e attrazioni più affollate, soprattutto durante il Camel Fair. Ottobre e marzo sono la via di mezzo perfetta: bel tempo, meno folla, prezzi più ragionevoli.


Feste e ricorrenze a Pushkar
Pushkar ha un calendario di eventi e festival molto ricco; se riesci a incastrarne uno nel tuo viaggio, può essere una bella esperienza.
- Pushkar Camel Fair (ottobre/novembre): è la festa di Pushkar, e forse uno degli eventi più spettacolari di tutta l’India. Ogni anno, in coincidenza con la luna piena del mese indù di Kartik (in genere tra ottobre e novembre), decine di migliaia di persone si riversano in città con cammelli, cavalli, buoi e bestiame di ogni tipo per quella che è tecnicamente la più grande fiera zootecnica d’Asia, con gare di velocità tra cammelli, acrobazie equestri, concerti di musica folk, danze tradizionali, bancarelle, fuochi artificiali. Detto questo, vale la pena sapere che si tratta pur sempre di una fiera del bestiame, con tutto quello che comporta in termini di condizioni degli animali, il più delle volte a mio avviso decisamente non etiche.
Se decidi di andarci, prenota hotel e trasporti con largo anticipo. - Holi – Festival dei Colori (febbraio/marzo): non è un festival specifico di Pushkar, ma la città è considerata uno dei posti migliori in India per viverlo. I vicoli bianchi che si trasformano in un’esplosione di polveri colorate, la folla che celebra per le strade, la musica ovunque. Preparati a essere impolverato di rosa, verde e giallo.
- Kartik Purnima (ottobre/novembre): la luna piena del mese di Kartik è il giorno più sacro dell’anno a Pushkar. I pellegrini arrivano da tutta l’India per fare il bagno nel lago sacro in questa notte specifica, ritenuta particolarmente propizia per la purificazione. La cerimonia dell’Aarti in questo giorno è di un’intensità fuori dal comune.
- Diwali – Festival delle Luci (ottobre/novembre): Diwali non è un festival specifico di Pushkar ma viverlo in questa città, con il lago illuminato da migliaia di lampade fluttuanti, deve essere qualcosa di indimenticabile.
Consigli per visitare Pushkar
Oltre ai consigli generali che trovi nell’articolo Cosa sapere prima di partire per l’India del Nord, eccone alcuni specifici per questa tappa:
- Difenditi dai “Pushkar priests”: nei pressi del lago girano uomini che si avvicinano offrendo benedizioni spontanee. Non sono sacerdoti ufficiali, sono persone che si improvvisano tali per poi chiedere denaro con una certa insistenza. Se non vuoi partecipare, un “no thank you” fermo e cordiale è la strategia migliore.
- Porta contanti: come in tutta l’India, i bancomat ci sono ma non sempre funzionano, e quasi tutti i negozietti del mercato accettano solo cash.
- Scala la collina di mattina: se vuoi fare la scalinata per il Savitri Temple a piedi, falla di mattina presto quando fa meno caldo. Con il sole pieno di mezzogiorno, i 1.070 gradini diventano un test di resistenza.
- Vestiti in modo coperto: vale per tutti i templi, ma a Pushkar in generale è consigliabile. La città è religiosa e conservatrice, quindi spalle e ginocchia coperte sono rispettose e ti evitano occhiatacce. Una sciarpa leggera o un pareo sono sempre utili. Questi sono leggeri e li infili ovunque, in più le stampe e i decori sono 100% in stile indiano.
- Portati salviettine disinfettanti e calzini di ricambio: a Pushkar dovrai spesso togliere le scarpe, in particolare in prossimità dei templi. Considerata la densità di animali, tra mucche, uccelli e scimmie, pestare qualcosa di poco gradevole è un attimo. Con queste salviettine disinfettanti e qualche calzino di ricambio tamponi il danno.
- Lascia del tempo libero: Pushkar non si gode di corsa, e i momenti migliori sono quelli non pianificati. Una chiacchierata con un venditore del mercato, un vicolo che porta a un tempietto sconosciuto, un chai bevuto su un gradino con vista sul lago.


Conclusione
Pushkar doveva essere una tappa veloce in cui arrivare, vedere le cose principali, ripartire. E invece è finita che ce ne siamo andate con quella sensazione di non aver avuto abbastanza tempo, nonostante avessimo trascorso qui praticamente una giornata intera.
Non è una città che ti travolge come Jodhpur o che ti lascia a bocca aperta per i monumenti. È più sottile: non si tratta solo di cosa vedere a Pushkar, ma dell’atmosfera del lago al tramonto con le lampade sull’acqua, i tamburi che suonano, la gente raccolta sui gradini. È il fatto che in mezzo a tutto quel casino (perché casino c’è, eccome) ogni tanto ti fermi e capisci che stai guardando qualcosa di autentico, non messo in scena per te.
Se stai costruendo un itinerario nel Rajasthan e decidendo cosa vedere in India del Nord, infilaci Pushkar. Basta anche solo mezza giornata, purché ci sia il tramonto. E se vuoi capire come l’abbiamo inserita nel nostro giro completo, trovi tutto nell’itinerario di 14 giorni in India del Nord, con tutte le tappe, i tempi e quello che rifaremmo (e quello che no).
