Passeggiando tra le incredibili sculture dei templi di Khajuraho, una delle cose più belle da vedere in India

Cosa vedere a Khajuraho: i templi del Kamasutra nel cuore dell’India

Khajuraho non è famosa come Jaipur o Agra, e non è una di quelle tappe che chiunque conosca anche solo di nome. Ma quando ci siamo arrivate, è stato uno di quei momenti in cui ti chiedi: ma come è possibile che non ne parli nessuno?

Khajuraho è una piccola città del Madhya Pradesh in mezzo al nulla tra foreste e campi aridi, lontana da tutto e da tutti. Ed è famosa per una cosa principale: i suoi templi. Nello specifico, i suoi templi ricoperti da migliaia di sculture erotiche che ti fanno capire immediatamente perché il posto sia finito su ogni guida di viaggio con l’etichetta, un po’ riduttiva, di “città del Kamasutra“.

Abbiamo inserito Khajuraho nel nostro itinerario di 14 giorni in India del Nord come tappa di passaggio tra Orchha e Varanasi.
Dedica almeno una mezza giornata ai templi, ti prometto che ne vale la pena: è assolutamente una delle cose da non perdere in un viaggio in India del Nord.

In questo articolo trovi tutto quello che ti serve sapere: cosa vedere a Khajuraho, come arrivarci, dove mangiare, dove dormire, quando andare, e qualche consiglio pratico per non perdere tempo prezioso.

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Khajuraho: un po’ di storia

Per capire Khajuraho bisogna partire dalla dinastia Chandela, che tra il 950 e il 1050 d.C. governò questa zona dell’India con una raffinatezza artistica che non ti aspetteresti da mille anni fa.

Furono loro a costruire i templi: originariamente erano 85, distribuiti su circa sei chilometri quadrati. Oggi ne restano circa 25, ma quelli superstiti fanno quasi paura per quanto siano integri.

La particolarità dei templi di Khajuraho non è solo l’architettura, ma soprattutto le sculture che rivestono le facciate esterne. Centinaia, migliaia di figure intagliate nella pietra arenaria che rappresentano dee, musicisti, guerrieri, elefanti, e scene erotiche esplicite in posizioni che fanno sorridere. Non angolini nascosti, non dettagli: pannelli interi che raccontano accoppiamenti tra divinità, umani e combinazioni varie nel mezzo della facciata principale.

Sul perché di tutto questo erotismo sacro, le teorie sono diverse: c’è chi sostiene che le sculture rappresentassero i piaceri mondani che il devoto doveva lasciarsi alle spalle prima di entrare nel tempio; chi le interpreta come un omaggio alla fertilità nella filosofia tantra; chi più banalmente pensa che i Chandela volessero semplicemente mostrare la loro apertura mentale in un’epoca in cui la sessualità non aveva il peso morale che avrebbe acquisito nei secoli successivi.

Tra il XIII e il XIV secolo i templi iniziarono a perdere importanza, quando il potere Chandela declinò, e restarono nascosti nella foresta per circa ottocento anni, dimenticati, inghiottiti dalla vegetazione, sconosciuti al mondo esterno. Li “riscoprì” un ufficiale britannico che rimase così sconcertato dal contenuto delle sculture da chiedersi se fosse il caso di rendere pubblica la scoperta. Alla fine prevalse il senso del dovere scientifico, e Khajuraho tornò sulla mappa del mondo intero.

Oggi i templi di Khajuraho sono Patrimonio UNESCO dal 1986, e il riconoscimento è pienamente meritato.

Tempio del complesso occidentale di Khajuraho tra le principali attrazioni di Khajuraho in India
Dettaglio delle sculture erotiche dei templi di Khajuraho, una delle cose da vedere a Khajuraho

Cosa vedere a Khajuraho

I templi di Khajuraho sono divisi in tre gruppi geografici, ovest, est e sud: sono tutti raggiungibili a piedi, e il paesino intorno è abbastanza piccolo da non richiedere pianificazioni particolari. Il gruppo ovest è il più importante e spettacolare; se hai poco tempo, inizia (e finisci) da lì.

Di seguito trovi la mappa delle tappe di cosa vedere a Khajuraho (e dintorni, qualora ti avanzasse del tempo). In più, trovi la descrizione di ogni luogo.

Templi gruppo ovest di Khajuraho

Il gruppo ovest è il cuore di Khajuraho, quello che trovi su tutte le guide, su tutti i siti, su tutte le Instagram feed di chi ci è passato. L’ingresso è a pagamento (circa 500-600 rupie per stranieri) per entrare in un parco verde curatissimo in cui i templi sono distribuiti come pezzi di un museo a cielo aperto.
Apre all’alba e chiude al tramonto; la mattina presto è il momento migliore per visitarlo, sia per la luce che per la temperatura, perché nelle ore centrali il caldo può essere davvero allucinante.
Calcola almeno due ore, tre se sei il tipo che si ferma a guardare ogni dettaglio scolpito (e qui i dettagli meritano eccome). Ogni sera viene organizzato uno spettacolo di luci e suoni sui templi; se riesci a restare fino al tramonto può essere un plus carino da vedere. In questa zona trovi:

Lakshmana Temple

Costruito nel 954 d.C. e dedicato a Vishnu, il Lakshmana Temple è il meglio conservato dell’intero complesso e probabilmente quello che colpisce di più. La struttura principale è affiancata da quattro templi minori agli angoli, ed è su questo complesso che trovi alcune delle sculture erotiche più elaborate di tutto Khajuraho. Non è solo la quantità, ma è la precisione anatomica, l’espressività dei volti, la fluidità dei movimenti resi in pietra.

Cosa vedere a Khajuraho in India: sculture erotiche del Lakshmana Temple
Vista laterale del Lakshmana Temple tra le principali cose da vedere a Khajuraho
Architettura del Lakshmana Temple, una delle principali attrazioni di Khajuraho
Ingresso del Lakshmana Temple nel complesso occidentale di Khajuraho in India

Kandariya Mahadev Temple

Dedicato a Shiva, il Kandariya Mahadev è il più alto e il più imponente di tutto il gruppo: 35 metri di guglia che si innalza come una montagna di pietra scolpita. Fu costruito intorno al 1030 d.C. e le sculture qui sono distribuite su tre fasce orizzontali che corrono lungo tutta la facciata, con oltre 900 figure tra dee, apsara (le ninfe celesti della mitologia indù), musicisti e le famose scene erotiche. Fermati ad osservare i dettagli da vicino: c’è un livello di precisione nei pannelli che dal basso non si riesce a cogliere del tutto.

Dettaglio delle sculture del Kandariya Mahadev Temple tra le principali attrazioni di Khajuraho
Architettura del Kandariya Mahadev Temple, uno dei templi più famosi di Khajuraho
Vista del Kandariya Mahadev Temple nel complesso occidentale di Khajuraho in India
Cosa vedere a Khajuraho: sculture erotiche del Kandariya Mahadev Temple

Chitragupta

Il Chitragupta è uno dei pochi templi dell’India intera dedicato a Surya, il dio del Sole, il che già lo rende una rarità. Il restauro non è stato dei più felici, e l’aspetto esterno ha perso qualcosa rispetto agli altri; dentro però c’è una statua di Surya sul suo carro che vale l’ingresso. Sul lato nord della facciata esterna si trova un pannello con undici avatar di Vishnu scolpiti uno accanto all’altro.

Varaha Temple

Il Varaha Temple è il primo che incontri entrando nel complesso, sulla sinistra. Non è grande, ma al suo interno c’è una statua colossale del cinghiale Varaha, tredicesimo avatar di Vishnu nella mitologia induista. È alta quasi tre metri ed è ricoperta di minuscole figure divine scolpite con precisione maniacale: si contano circa 674 immagini in rilievo sul corpo dell’animale. Non è erotico o provocatorio, è semplicemente bello in modo molto diverso dagli altri templi del complesso.

Devi Jagadambi Temple e Vishwanatha Temple

Il Devi Jagadambi, originariamente dedicato a Vishnu e poi riconvertito al culto di Parvati, è famoso per alcune delle sculture femminili più belle dell’intero complesso: le apsara sulle facciate hanno una grazia e una leggerezza incredibile.
Il Vishwanatha Temple, dedicato a Shiva, è forse meno spettacolare degli altri ma ha un dettaglio che vale la pena cercare: un Nandi (il toro sacro di Shiva) scolpito in granito grigio davanti all’ingresso, in contrasto cromatico con l’arenaria dorata di tutto il resto.

Nandi in granito del Vishwanatha Temple tra i templi di Khajuraho
Dettaglio delle sculture del Devi Jagadambi Temple tra le attrazioni di Khajuraho

Se preferisci visitare il complesso con una guida, c’è questo tour del gruppo occidentale dei templi, che dura circa tre ore e si concentra proprio su Kandariya Mahadeva, Lakshmana e gli altri templi principali. La guida non è disponibile in italiano, ma puoi scegliere inglese o spagnolo; la cancellazione è gratuita fino a 24 ore prima.

Templi gruppo est di Khajuraho

Il gruppo est si divide in due sotto-gruppi, i templi hindu e quelli jainisti, ed è gratuito. Si trova vicino all’antico villaggio di Khajuraho, e l’atmosfera qui è completamente diversa: meno curato, meno affollato, con le strutture che emergono dalla campagna in mezzo a galline e qualche bimbo in bicicletta. Non è spettacolare come il gruppo ovest, ma è più autentico.

Templi Hindu

I tre templi hindu del gruppo est, Vamana Temple, Jivari Temple e Brahma Temple , sono più piccoli e meno ornati di quelli del gruppo ovest, ma valgono comunque una visita se hai tempo.

Il Vamana Temple, dedicato all’avatar nano di Vishnu, richiama per struttura il Vishwanatha e ha alcune sculture sul fregio esterno.
Il Jivari Temple è una piccola gemma: dimensioni contenute, ma decorazione finissima e proporzionata in modo quasi perfetto.
Il Brahma Temple è il più anonimo dei tre, spesso trascurato.

Templi jainisti (gruppo est)

Il gruppo jainista è la sorpresa vera del gruppo est.

Il Parshvanatha Temple è il più grande e il più bello della sezione jainista: costruito intorno al 960 d.C. e originariamente di tradizione hindu, fu poi convertito al culto jainista, e questo si vede chiaramente nelle sculture, dove divinità induiste e figure jainiste convivono sulle stesse facciate.
Il Adinatha Temple conserva al suo interno una statua nera di Adinath, il primo dei ventiquattro tirthankar jainisti; l’esterno è più rovinato ma ha un fascino tutto suo.
Il Shri SantiNatha Temple, più recente degli altri, è ancora oggi un tempio attivo frequentato dalla comunità jainista locale. All’ingresso trovi un piccolo museo con reperti del sito.

Templi del gruppo sud di Khajuraho

Il gruppo sud è il meno visitato e onestamente il meno imperdibile dei tre. Comprende pochi templi, tra cui il Dulhadev Temple e il Chaturbhuj Temple, quest’ultimo notevole per una statua di Vishnu a quattro braccia di quasi tre metri, perfettamente conservata ma senza le sculture erotiche che caratterizzano il gruppo ovest.
Se hai già visto tutto il resto e ti avanza del tempo, fai un salto; altrimenti non è una perdita grave.

Escursioni e dintorni di Khajuraho

Cosa vedere a Khajuraho, al di là dei famossissimi templi? Di seguito altre escursioni dei dintorni di Khajuraho, qualora avessi altro tempo.

Raneh Falls

A circa 20 chilometri da Khajuraho, si trovano le Raneh Falls. Il fiume Ken ha scavato nel tempo un canyon di circa cinque chilometri in roccia di origine vulcanica (granito rosa, rosso e grigio) creando una serie di cascate e rapide spettacolari, soprattutto nella stagione post-monsonica (settembre-novembre) quando l’acqua è ancora abbondante. Il contrasto tra il verde della vegetazione, le rocce multicolori e l’acqua che le attraversa è molto bello. Qua è possibile anche avvistare coccodrilli e, con un po’ di fortuna, qualche rapace. L’ingresso è a pagamento.

In alterativa, ho trovato questo tour privato che combina i tre gruppi di templi, Raneh Falls e una visita a un villaggio locale. La cosa interessante è che la guida è disponibile anche in italiano; sono inclusi pick-up e trasporto privato e si può cancellare gratuitamente fino a 24 ore prima.

Laghi di Benisagar e Ranguan

I due laghi artificiali nei dintorni di Khajuraho, Benisagar e Ranguan, sono meta soprattutto di birdwatcher e di chi ama l’India silenziosa, lontana dai monumenti e dai mercati. Qua abitano aironi, anatre, e occasionalmente fenicotteri nelle stagioni giuste. Non sono attrazioni nel senso classico, ma se vuoi una pausa dalla pietra scolpita, questi laghi possono fare al caso tuo.

Riserva Naturale Ken Gharial

Lungo il fiume Ken, a circa 20 chilometri da Khajuraho, la Riserva Naturale Ken Gharial è stata istituita per proteggere il gharial, quel coccodrillo dal muso lunghissimo e sottile che è una delle specie più a rischio di estinzione del pianeta. La riserva è anche habitat di coccodrilli comuni, lontre, e una varietà di uccelli acquatici. Non è una riserva attrezzata per il turismo di massa: ci vai, fai una passeggiata lungo il Ken, e se sei fortunato becchi degli animali pazzeschi.

Palazzo di Rajgarh

A una ventina di chilometri da Khajuraho, il palazzo di Rajgarh è uno di quei posti che la maggior parte dei turisti salta completamente. È una residenza reale in stato di parziale abbandono, con un fascino da rovina indiana dove il tempo si è fermato e le stanze sono mezze aperte sul cielo.

Parco Nazionale di Panna e cascate di Pandava

Il Parco Nazionale di Panna è una delle riserve naturali più importanti del Madhya Pradesh, a circa 25 chilometri da Khajuraho. È famoso soprattutto per il programma di reintroduzione della tigre del Bengala, qualche anno fa quasi estinta per via del bracconaggio. Le tigri ci sono, ma vederle richiede fortuna e un safari mattutino con guida ufficiale. Oltre alle tigri, qui ci sono leopardi, cervi, antilopi, scimmie, e una marea di specie di uccelli. Se vuoi provare anche il safari a Panna, c’è questo tour da Khajuraho che combina i templi con un safari nel parco nazionale, con pick-up e trasporto inclusi. Puoi scegliere tra safari condiviso o privato e tra diverse formule con ingressi e pranzo.
Qua si trovano anche le cascate di Pandava, con l’acqua che cade su una piccola piscina naturale circondata da rocce e vegetazione. Non sono cascate enormi, ma sono belle soprattutto in stagione post-monsonica (ottobre-novembre).

Museo Dhubela

A circa 57 chilometri da Khajuraho, sulla strada per Jhansi, il Museo Dhubela si trova all’interno di un antico forte con una collezione di sculture e manufatti della tradizione Bundelkhandi, la cultura locale di questa zona del Madhya Pradesh che spesso viene oscurata dalla più famosa arte Chandela. Non è un museo di quelli che ti cambiano la vita, ma se sei affascinato dall’arte regionale e vuoi capire meglio il contesto culturale della zona, è tutto tuo.

Forte di Ajaygarh

Su una collina a circa 80 chilometri da Khajuraho, il forte di Ajaygarh è uno di quei luoghi che premia chi ha voglia di faticare un po’. La salita a piedi è impegnativa, soprattutto nelle ore calde, ma in cima si trova una fortezza medievale in un ottimo stato di conservazione, con torri, bastioni e resti di templi. Dalla cima si ha un ampio panorama sulle colline e sulle foreste del Madhya Pradesh. Portati acqua in abbondanza.

Forte di Kalinjar

Il forte di Kalinjar è probabilmente la più importante delle escursioni da Khajuraho, anche se dista circa 100 chilometri. Costruito su una rupe di arenaria, è uno dei forti medievali meglio conservati dell’India centrale. Secondo la tradizione, Shiva in persona scelse questa rupe. All’interno del forte ci sono templi, bassorilievi scolpiti nella roccia, un tempio, e una serie di iscrizioni. Non è una visita breve né facilissima da organizzare in autonomia, ma se hai un’intera giornata libera puoi pensarci.

Come arrivare e muoversi a Khajuraho

Noi siamo arrivate a Khajuraho da Orchha, con Tahseen, il nostro driver per tutto il viaggio in India del Nord, di cui trovi i contatti e tutti i dettagli nell’articolo Cosa sapere prima di partire per l’India del Nord. Il tragitto è di circa 175 chilometri e si percorre in tre ore e mezza, quattro, a seconda del traffico. La strada è asfaltata per la maggior parte del percorso, con qualche tratto più accidentato; il paesaggio fuori dal finestrino è quello dell’India rurale, con campi, villaggi, carretti trainati da buoi, e ogni tanto un gregge di capre che attraversa la strada. Da Khajuraho siamo poi ripartite verso Varanasi, la tappa successiva: circa 400 chilometri, nove ore di viaggio.

Se non viaggi con un driver privato, le opzioni per arrivare a Khajuraho sono:

  • In aereo: Khajuraho ha un piccolo aeroporto con voli diretti da Delhi (circa un’ora) e da Varanasi (circa un’ora). IndiGo e Air India coprono queste rotte con frequenza. È l’opzione più comoda se hai poco tempo.
  • In treno: la stazione ferroviaria più vicina utile è Satna (circa 120 km) o Mahoba (circa 60 km), entrambe collegate con Delhi, Agra e Varanasi. Da lì si prende un taxi o un bus locale fino a Khajuraho. Un po’ macchinoso, ma fattibile.
  • In bus: ci sono collegamenti diretti da Agra, Jhansi, Satna e Bhopal. I bus statali dell’MPSRTC sono abbastanza affidabili; quelli privati più veloci ma con standard variabili. Non è il mezzo più comodo, ma è il più economico.

Una volta arrivato a Khajuraho, la buona notizia è che i tre gruppi di templi sono tutti vicini e raggiungibili senza troppi spostamenti. Il gruppo ovest è nel centro cittadino; il gruppo est è a dieci-quindici minuti a piedi; il gruppo sud è leggermente più lontano ma comunque accessibile anche in bicicletta. Puoi noleggiare una bici direttamente in paese per pochi euro, oppure andare in macchina.

Templi del gruppo occidentale di Khajuraho tra le principali attrazioni dell’India centrale
Dettaglio delle sculture erotiche dei templi di Khajuraho in India

Dove mangiare a Khajuraho

Khajuraho è una città piccola, con un’offerta gastronomica proporzionata alla sua dimensione, ma non mancano posti dove mangiare “bene”:

Noi ci siamo fermate per pranzo al Flavours Café, un posto alla buona con aria condizionata benedetta, terrazza, menu misto indiano e continentale, e il merito principale di essere esattamente dove ne avevamo bisogno dopo ore sotto il sole tra i templi. Non è il ristorante della vita, ma era decisamente ok.

Per una cena più curata e rilassata, ti do un paio di suggerimenti:

  • Levant by Chandela: il ristorante dell’hotel Chandela, uno degli indirizzi più eleganti della città. Cucina indiana e internazionale di buon livello, servizio attento, atmosfera più raffinata rispetto alla media. È la scelta giusta per una cena dopo una giornata intensa, quando hai bisogno di fermarti davvero e mangiare qualcosa di fatto bene in un posto curato.
  • Kosmic Bar & Restaurant: rooftop informale, atmosfera giovane, menu indiano con un po’ di cucina fusion. Ottimo per l’aperitivo al tramonto o per una cena leggera. I prezzi sono bassi e il panorama sui templi illuminati di sera merita.

In generale, i ristoranti sul vialetto che costeggia il gruppo ovest dei templi sono la scelta più pratica per un pasto veloce tra una visita e l’altra. Qualità variabile, ma prezzi accessibili e nessuna sorpresa particolare.

Dove dormire a Khajuraho

Noi abbiamo soggiornato all’A S Hotels Khajuraho: posizione ottima (a pochi minuti in auto dai complessi di templi), stanze ampie. L’arredamento è datato e non aspettarti nessun dettaglio estetico che ti faccia venire voglia di fotografare la camera, ma per una notte va benissimo, il personale è gentile e il rapporto qualità-prezzo è onesto.

Per chi cerca qualcosa di diverso, divido per fascia:

Budget / charme economico:

  • Harmony Khajuraho: una delle soluzioni con il miglior rapporto qualità-prezzo se vuoi stare praticamente attaccato ai templi: si trova a pochi minuti a piedi dall’ingresso del gruppo occidentale e puoi raggiungere facilmente a piedi anche il gruppo est. Non è un hotel di lusso, ma è pulito, tranquillo e molto più carino di quanto faccia pensare il prezzo, con camere spaziose, un bel cortile interno pieno di piante e diverse zone comuni dove rilassarsi nelle ore più calde. Organizzano anche massaggi ayurvedici e all’interno ci sono ristorante e spazi utilizzati anche per yoga e meditazione. Altro punto a favore è la posizione: appena fuori trovi ristoranti, negozi, market e farmacie, quindi per un soggiorno breve a Khajuraho è davvero comodissimo.

Fascia media:

  • Hotel Chandela: se preferisci un hotel grande e completo, con piscina e parecchio spazio intorno, è una buona alternativa alle homestay. Metto subito le mani avanti: non è l’hotel più particolare o cozy che troverai a Khajuraho e gli interni hanno quel classico stile da grande albergo un po’ impersonale. In compenso, la struttura è molto spaziosa e circondata da grandi giardini curati, con prati, laghetti con fiori di loto e anatre e oche che girano liberamente. Le camere sono grandi, luminose e pulite, alcune affacciate direttamente sul verde, e soprattutto c’è una bella piscina grande, che con il caldo di Khajuraho può fare parecchio comodo. Ci sono anche palestra, bar e ristorante, con colazione abbondante e cucina molto apprezzata. È inoltre vicino ai templi e alla zona centrale: insomma, meno charme e più comfort e servizi, ma con un rapporto qualità-prezzo interessante.
  • Syna Heritage Hotel: un’altra opzione se cerchi qualcosa di più caratteristico del classico hotel moderno, senza salire troppo di prezzo. La struttura richiama l’architettura dei palazzi indiani, con cortili, archi, decorazioni tradizionali e camere arredate in maniera piuttosto semplice ma coerente con lo stile dell’hotel. Intorno ci sono un grande giardino alberato e una bella piscina, e nonostante la posizione molto comoda per raggiungere a piedi il gruppo occidentale dei templi, l’ambiente rimane tranquillo e lontano dal traffico. Le recensioni sono un po’ più altalenanti rispetto ad altre strutture di questa lista, soprattutto per quanto riguarda ristorante, colazione e manutenzione di alcune camere, quindi non lo metterei tra le mie prime scelte in assoluto. Rimane però interessante se cerchi piscina, verde e un’atmosfera un po’ più indiana rispetto a un normale hotel di categoria media.

Fascia più alta:

  • The Lalit Temple View: decisamente più costoso delle strutture qui sopra, ma anche di un’altra categoria. Si trova accanto al complesso occidentale dei templi, che si vedono persino dai giardini e dalla zona piscina. L’hotel è grande e circondato dal verde, con una bella piscina, spa e palestra; le camere sono spaziose e confortevoli, anche se personalmente trovo molto più belli gli esterni degli interni. Uno dei motivi per cui lo prenderei in considerazione è il servizio: nelle recensioni viene citata continuamente la gentilezza del personale e la facilità con cui organizzano driver, auto e guide per visitare i templi e i dintorni. Anche ristorante e colazione raccolgono parecchi commenti positivi. Non ha il fascino di una piccola homestay indiana, ma se dopo qualche giorno di viaggio hai voglia di piscina, comodità e zero sbattimenti, è probabilmente la scelta migliore di questa lista.

Il mio consiglio: qualunque fascia tu scelga, nella scelta di dove dormire a Khajuraho, cerca strutture nella zona centrale o nelle immediate vicinanze del gruppo ovest. Khajuraho è piccola, ma evitare di dover prendere un tuk-tuk ogni volta che vuoi muoverti è sempre una buona idea.

Dove fare shopping a Khajuraho

Le aspettative erano basse, e invece, come spesso succede in India, è arrivata la sorpresa. Girando per le vie attorno alla piazzetta principale e lungo il vialetto che costeggia i templi del gruppo ovest, ci siamo imbattute in una serie di negozietti che vendono tessuti fatti a mano di buona qualità: parei, coperte, camicie di cotone, teli. E poi, ovviamente, libri sul Kamasutra, sull’arte tantrica, sulle sculture dei templi, con immagini di qualità molto buona. Ne abbiamo comprati qualcuno: sono il souvenir perfetto, esattamente perché sono specifici di qui e non li trovi da nessun’altra parte.

L’atmosfera dello shopping a Khajuraho è, come ad Orchha, molto più rilassata rispetto alle grandi città: i venditori non ti inseguono per tre isolati, non ti chiamano “my friend” con quell’entusiasmo sospetto, e se dici no ti lasciano in pace.

Negozio di tessuti e souvenir vicino ai templi dove fare shopping a Khajuraho in India
Scorcio delle strade di Khajuraho tra manifesti, templi e vita quotidiana in India

Quando andare a Khajuraho

Se stai organizzando il viaggio, scegliere il periodo giusto può rendere la visita molto più piacevole. Tra caldo estremo, monsoni e temperature finalmente più miti, ecco cosa aspettarti mese per mese a Khajuraho.

Tabella meteo di Khajuraho mese per mese

Noi siamo arrivate a inizio ottobre e faceva ancora molto caldo, attorno ai 33-35°C nelle ore centrali. Khajuraho si trova nel Madhya Pradesh, in pianura aperta, e il sole sui templi di arenaria lo fa rimbalzare in modo feroce. Non è il tipo di caldo umido che ti opprime, ma è secco. Se puoi, entra nel gruppo ovest all’apertura e finisci entro le undici.

MeseTemperature (min/max)Note
Gennaio7°C / 22°COttimo, fresco e soleggiato: tra i mesi migliori
Febbraio10°C / 26°CMolto bello, poco affollato
Marzo15°C / 32°CBuono, stagione più turistica per via dell’Holi
Aprile21°C / 38°CCaldo ma ancora fattibile
Maggio26°C / 43°CMolto caldo
Giugno25°C / 38°CInizio monsoni: caldo e umido
Luglio23°C / 32°CMonsoni e piogge frequenti
Agosto23°C / 31°CMonsoni e ancora piogge
Settembre22°C / 32°CFine monsoni, temperatura accettabile
Ottobre17°C / 33°COttimo: caldo di giorno, fresco la sera
Novembre11°C / 27°CTra i mesi migliori, bassa affluenza turistica
Dicembre7°C / 23°CFresco, bellissimo

In sintesi: da ottobre ad aprile è la finestra ideale. A differenza di Jaipur o Jodhpur, Khajuraho non ha un’alta stagione particolarmente affollata; è una destinazione di nicchia e lo resta tutto l’anno, il che significa che anche nei mesi di punta non troverai folla. Ottobre e novembre sono probabilmente il compromesso perfetto tra clima, luce e tranquillità.

Sculture e architettura del gruppo occidentale dei templi di Khajuraho
Dettaglio dell’architettura scolpita dei templi di Khajuraho in India

Feste e ricorrenze a Khajuraho

Il calendario di Khajuraho è meno fitto di quello di Jaipur o Jodhpur, ma ha un evento che da solo vale la pena di pianificare il viaggio intorno:

Holi (marzo/aprile): il Festival dei Colori è molto sentito anche in questa zona del Madhya Pradesh. A differenza delle grandi città, a Khajuraho la festa si vive in modo più genuino e meno eclatante per i turisti, ma ti aspetta comunque di essere coperto di polveri colorate entro i primi cinque minuti dall’uscita dall’hotel.

Khajuraho Dance Festival (febbraio/marzo): è l’evento più importante della città, e probabilmente uno dei festival di danza classica indiana più belli dell’intero Paese. Per una settimana, le facciate dei templi del gruppo ovest diventano lo sfondo per esibizioni di forme di danza classica indiana, con artisti che arrivano da tutto il Paese. Vedere una performance di danza classica indiana illuminata di notte con i templi del X secolo alle spalle deve essere una di quelle esperienze che non si dimenticano facilmente. Se capiti nel periodo giusto, non perdertelo: i biglietti si comprano in loco e i prezzi sono accessibili.

Maha Shivaratri (febbraio/marzo): la grande festa dedicata a Shiva è particolarmente sentita a Khajuraho, dove diversi templi sono dedicati proprio a questa divinità. I devoti arrivano da tutta la regione per le cerimonie notturne, e l’atmosfera intorno ai templi nelle ore buie deve avere qualcosa di profondamente diverso rispetto alla visita diurna.

Diwali (ottobre/novembre): come ovunque in India, il Festival delle Luci trasforma anche Khajuraho, che con le sue dimensioni contenute assume un carattere più intimo rispetto alle grandi città, con le famiglie che illuminano le soglie di casa e i templi che brillano tra le lampade di terracotta.

Consigli per visitare Khajuraho

Oltre ai soliti consigli generici (ma fondamentali) che trovi all’articolo con tutti i consigli per un viaggio in India del Nord, qua ti racconto quelli specifici per la visita a Khajuraho:

  • Arriva la mattina presto al gruppo ovest: il sito apre all’alba, il caldo nelle ore centrali è potente, e le sculture con la luce del mattino sono al top. Entra all’apertura, esci entro le undici: hai tutto il tempo per vedere tutto con calma e senza cuocere.
  • Non saltare il gruppo est: è gratuito, è a quindici minuti a piedi, e l’atmosfera nella campagna indiana è completamente diversa da quella del parco curato del gruppo ovest.
  • Ignora le guide non richieste: nei dintorni del gruppo ovest in particolare, ci sono ragazzi che si propongono spontaneamente come accompagnatori. Vai di sorriso e di “no thank you”
  • Idratati molto: il caldo a una certa ora picchia; all’interno del complesso ovest c’è un bar, ma portati comunque dietro dell’acqua
  • Copri le gambe nei templi, o fai come me e gira sempre con un pareo da usare come gonna lunga improvvisata, da indossare/togliere all’occorrenza
  • La maggior parte del tempo dovrai stare senza scarpe: per essere sicuro di non bruciarti i piedi, porta con te delle calze
  • Portati contante: come ovunque in India fuori dalle grandi città, molti esercizi non accettano carta. I bancomat ci sono ma non sono sempre affidabili.
Pareti scolpite dei templi di Khajuraho con bassorilievi e scene decorative
Dettaglio dell’architettura del gruppo occidentale dei templi di Khajuraho

Conclusione

I templi di Khajuraho, quelli erotici, quelli austeri, quelli jainisti nascosti nella campagna, sono tra le cose più belle che abbiamo visto in tutto il viaggio. Mezza giornata basta per le attrazioni principali; con un giorno intero puoi visitare anche i parchi e le fortezze nei dintorni o dedicarti allo shopping.

Se stai costruendo un itinerario in India del Nord, Khajuraho funziona benissimo come tappa di passaggio tra Orchha e Varanasi: è una di quelle soste che sembrano perfette da inserire nel tragitto e che diventano uno dei ricordi più belli del viaggio. Per il quadro completo, trovi come abbiamo collegato tutte le tappe nel mio itinerario di 14 giorni in India del Nord e tutte le altre tappe da non perdere tra le cose da vedere in India.

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