New Delhi (o Nuova Delhi, se preferisci la versione italiana) è stata l’ultima tappa del nostro viaggio, quella dove purtroppo avevamo già un piede già sull’aereo di ritorno. Non era in programma come meta irrinunciabile tra le cose da non perdere in India del Nord, ma le abbiamo dedicato un giorno e mezzo del nostro itinerario di 14 giorni in India del Nord perché da qui partiva il volo di rientro. E devo essere onesta: arrivate stanche dopo quasi due settimane di India intensa, forse non le abbiamo reso piena giustizia.
Tuttavia, anche in poco tempo e nonostante non sia il the-place-to-be tra tutti quelli visitati, scopri che Nuova Delhi è una città doppia, anzi tripla: hai la Old Delhi caotica e medievale, con i suoi mercati che sono un macello e le moschee enormi; hai la New Delhi coloniale, con i viali larghi, i ministeri e i giardini progettati dagli inglesi; e hai la Delhi moderna, quella con i mall e i ristoranti fusion.
Se stai costruendo un itinerario in India del Nord, un giorno e mezzo a New Delhi è il minimo per vedere qualcosa. Qui sotto trovi tutto quello che c’è da sapere su cosa vedere a New Delhi, dove mangiare, dove dormire e qualche consiglio per non perdere tempo prezioso.
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New Delhi: perché fermarsi qui
Quella che oggi chiamiamo Delhi è il risultato di secoli di espansioni e ricostruzioni. Nel corso della sua storia, diverse dinastie hanno fondato nuove città accanto o sopra quelle esistenti, lasciando in eredità forti, moschee, tombe, giardini e quartieri che ancora oggi convivono.
L’attuale New Delhi, invece, è molto più recente. Fu progettata dagli inglesi all’inizio del Novecento, quando decisero di trasferire qui la capitale dell’India britannica da Calcutta, affiancando alla città storica una nuova capitale fatta di grandi viali alberati, edifici monumentali e quartieri ordinati.
Oggi queste due anime convivono una accanto all’altra. Da una parte c’è la frenesia di Old Delhi, con i suoi mercati super incasinati, i vicoli affollati e le moschee storiche strapiene; dall’altra i grandi boulevard, i palazzi governativi e gli spazi verdi di New Delhi.
Con quasi trenta milioni di abitanti, traffico incessante e livelli di inquinamento tra i peggiori al mondo, Delhi non è una città semplice e il primo impatto può essere piuttosto intenso. Ma proprio questa mescolanza di epoche, culture e atmosfere la rende a suo modo interessante, e dedicarle almeno un paio di giorni permette di scoprirne un lato che molti viaggiatori finiscono per sottovalutare.
Cosa vedere a New Delhi
Le attrazioni di New Delhi sono sparse su una superficie enorme (stiamo parlando di decine di chilometri tra un monumento e l’altro), quindi è fondamentale organizzare le visite per zone geografiche e non saltare da una parte all’altra della città.
Sotto trovi la mappa e la descrizione di cosa vedere a New Delhi, divise per area:
🔵 attrazioni principali, templi, mercati, musei;
🟡 le vie dello shopping;
🟢 i ristoranti consigliati.
🦖💡 Se avete poco tempo a Delhi e non volete impazzire con traffico e spostamenti, tanto più se non avete un autista, può avere molto senso concentrare le visite in un tour privato di un’intera giornata tra Old e New Delhi. Dura circa 8 ore e comprende auto con autista e guida privata, disponibile anche in italiano, con tappe tra Jama Masjid, Chandni Chowk, Gurudwara Bangla Sahib, Qutub Minar, Humayun’s Tomb, Lotus Temple, India Gate e i principali edifici governativi. È probabilmente la soluzione più pratica se avete soltanto uno o due giorni in città.
Old Delhi — zona nord-est, la città vecchia
Old Delhi è quella che ti spaventa e ti affascina. È la parte della città costruita dai Moghul nel Seicento, che nei secoli si è riempita fino a diventare uno dei posti più densi e caotici della Terra. I vicoli sono stretti, il traffico è pazzesco, i profumi di spezie si mescolano a quelli meno romantici della vita di strada. Si entra e ci si perde.
Forte Rosso
Il Lal Qila, o Forte Rosso, è il monumento più iconico di Old Delhi. Fu fatto costruire dall’imperatore moghul Shah Jahan, lo stesso che aveva fatto edificare il Taj Mahal pochi anni prima, e fu la residenza della dinastia moghul per quasi due secoli, fino alla rivolta del 1857.
Il nome deriva dalle imponenti mura di arenaria rossa che lo circondano, alte fino a 33 metri e lunghe oltre due chilometri. Dall’esterno sembra una fortezza inespugnabile; una volta superata la porta d’ingresso, però, si apre un complesso di palazzi, padiglioni, giardini e hammam, progettato più come una città imperiale che come una semplice fortificazione.
Tra gli edifici più interessanti ci sono il Diwan-i-Aam, la sala delle udienze pubbliche dove l’imperatore riceveva il popolo, il Diwan-i-Khas, riservato agli incontri ufficiali con ospiti e dignitari, e il Rang Mahal, uno dei padiglioni più eleganti del quartiere imperiale riservato alle donne della corte. In tutto il complesso scorre anche il Nahr-i-Bihisht, il “Canale del Paradiso”, un sistema di canali d’acqua che contribuiva a rinfrescare gli ambienti durante i mesi più caldi.
Ogni sera si tiene il Sound & Light Show, uno spettacolo di luci e suoni che ripercorre la storia del forte. L’ingresso per i visitatori stranieri costa circa 600 rupie e ti consiglio di mettere in conto almeno un’ora e mezza per la visita.
Il Forte Rosso continua ancora oggi ad avere un forte valore simbolico: ogni 15 agosto, in occasione della Festa dell’Indipendenza, il Primo Ministro dell’India tiene qui il tradizionale discorso alla nazione dalla sommità delle sue mura.


Jama Masjid
A pochi passi dal Forte Rosso, la Jama Masjid è la moschea più grande dell’India e una delle più grandi dell’Asia. Fu fatta costruire da Shah Jahan negli stessi anni del Forte Rosso, con l’obiettivo di ospitare migliaia di fedeli durante la preghiera del venerdì.
È enorme: il cortile centrale è un vasto piazzale in pietra, circondato da porticati e dominato da due minareti alti circa 40 metri. La sala di preghiera, costruita in arenaria rossa e marmo bianco, è sormontata da tre grandi cupole a strisce bianche e nere, uno degli elementi più riconoscibili della moschea.
I non musulmani possono entrare lasciando le scarpe all’ingresso e coprendo spalle e gambe (se necessario, è possibile noleggiare una tunica). Durante gli orari di preghiera, però, le visite sono sospese. Se te la senti di affrontare la stretta scala a chiocciola, puoi anche salire sul minareto meridionale per goderti la vista sui tetti di Old Delhi. L’ingresso alla moschea è gratuito, mentre la salita al minareto è a pagamento. Se preferisci visitarla con più tranquillità, evita il venerdì; se invece vuoi assistere all’atmosfera della preghiera collettiva, è proprio il giorno migliore.


Mercato Chandni Chowk
Se Old Delhi è il caos, Chandni Chowk è il caos del caos. È il mercato principale del quartiere e uno dei mercati più antichi e grandi di tutta l’Asia, costruito nel 1650 per volere, ancora una volta, di Shah Jahan, che lo volle come collegamento tra la moschea e il forte.
Oggi è uno dei posti più sovraffollati, rumorosi e sensorialmente impegnativi che puoi trovare in India. La strada principale è invasa da risciò, tuk-tuk, motorini, biciclette cariche di sacchi, venditori con i carretti, mucche impassibili e turisti con l’espressione confusa. Dai vicoli laterali si aprono mercati specializzati per categoria: spezie, tessuti, gioielli, elettronica, dolci, fiori per le offerte ai templi.
Alcune chicche da trovare dentro il mercato: il Paranthe Wali Gali, il vicolo delle paratha fritte (piatti a base di pane ripieno che vengono serviti in locali storici aperti da generazioni), e il mercato delle spezie Khari Baoli, il più grande dell’Asia, dove i sacchi di peperoncini, cardamomo e curcuma sono impilati fino al soffitto. Ti consiglio di dedicare al mercato almeno due ore, di non fermarti a ogni chiamata del tipo “madam, just looking!” (altrimenti non esci più), e tenerti il portafoglio al sicuro.
Se invece preferisci esplorare Old Delhi con qualcuno che sappia dove infilarsi tra bazar e vicoli, c’è questo tour a piedi di 3 ore tra Jama Masjid, Chandni Chowk e il mercato delle spezie di Khari Baoli. Si fa in piccoli gruppi e secondo me è una delle esperienze più interessanti tra quelle disponibili a Delhi, soprattutto perché questa è probabilmente la zona della città in cui avere una guida fa davvero più differenza.


Raj Ghat – Memoriale Gandhi
Il Raj Ghat è il memoriale dedicato a Mahatma Gandhi e sorge nel punto in cui il suo corpo fu cremato il 31 gennaio 1948, il giorno dopo il suo assassinio. Il complesso si trova all’interno di un enorme parco, con prati curatissimi, alberi, statue, fotografie e citazioni dedicate alla vita del Mahatma.
Al centro si trova il memoriale vero e proprio: una piattaforma quadrata in marmo nero, con una fiamma eterna e la scritta “Hey Ram”, le parole che, secondo la tradizione, Gandhi pronunciò prima di morire.
La cosa che mi è piaciuta di più, però, è l’atmosfera. Nonostante il traffico di Delhi sia a poche centinaia di metri, qui regnano il silenzio e la calma. Per entrare nell’area del memoriale bisogna togliersi le scarpe, ma ti consiglio di prenderti un po’ di tempo anche per passeggiare nel parco: oltre al memoriale di Gandhi ci sono quelli di Jawaharlal Nehru, Indira Gandhi e di altri importanti leader indiani.
Se la figura di Gandhi ti interessa particolarmente, esiste anche un tour di mezza giornata interamente dedicato alla sua storia, che oltre al Raj Ghat comprende il Gandhi Smriti (la casa in cui trascorse gli ultimi mesi della sua vita) e il National Gandhi Museum.


Centro di New Delhi — zona coloniale e moderna
Questa è la parte di Delhi con viali larghissimi, rotatorie perfette, edifici di governo imponenti. È molto diversa da Old Delhi: meno caotica, più ariosa, e in certi punti quasi elegante.
Connaught Place
Connaught Place è la zona più rappresentativa della New Delhi costruita dagli inglesi. Progettata durante il periodo coloniale come centro commerciale della nuova capitale, è ancora oggi uno dei quartieri più vivi della città. I suoi edifici bianchi con i lunghi portici, disposti in cerchi concentrici, sono pieni di ristoranti, caffetterie, negozi, hotel, cinema e uffici.
Di giorno è sempre piena di gente, mentre la sera diventa uno dei principali punti di ritrovo dei giovani di Delhi. Sotto la piazza si trova anche il Palika Bazaar, un mercato sotterraneo piuttosto labirintico dove trovi un po’ di tutto: souvenir, vestiti, accessori, elettronica e parecchie imitazioni.
Se arrivi qui dopo aver passato qualche ora a Old Delhi, il contrasto è nettissimo. Per un attimo sembra di essere in un’altra città: i grandi viali, i negozi delle catene internazionali e l’atmosfera decisamente più occidentale fanno quasi dimenticare di essere a Delhi.


Gurudwara Bangla Sahib
Il Gurudwara Bangla Sahib è uno dei templi sikh più importanti di Delhi, e si riconosce dalla grande cupola dorata e dal sarovar, il lago sacro che si trova al centro del complesso. È aperto a tutti, indipendentemente dalla religione, e l’ingresso è gratuito. L’unica cosa da fare è coprirsi la testa (all’ingresso trovi dei teli gratuiti) e togliersi le scarpe.
Una delle cose più interessanti da vedere è la langar, la cucina comunitaria dove ogni giorno migliaia di volontari preparano e servono pasti gratuiti a chiunque ne abbia bisogno, senza alcuna distinzione di religione, casta o provenienza: una delle espressioni più concrete dei valori della religione sikh.


India Gate e Kartavya Path
L’India Gate è l’arco di trionfo di Delhi. Alto 42 metri e inaugurato nel 1931, fu costruito in memoria dei soldati dell’esercito indiano che persero la vita durante la Prima guerra mondiale e nella Terza guerra anglo-afghana. È uno dei simboli della città e, quando si illumina dopo il tramonto, è ancora più suggestivo.
Da qui parte il Kartavya Path, il grande viale monumentale che conduce fino al Rashtrapati Bhavan, il palazzo presidenziale. È ampio, alberato, con grandi prati ai lati dove, soprattutto la sera e nei fine settimana, si ritrovano tantissime famiglie di Delhi.
Ogni 26 gennaio il Kartavya Path ospita la parata per la Festa della Repubblica, uno degli eventi più importanti del Paese, con sfilate militari, bande e carri provenienti dai diversi stati dell’India. Se ti trovi a Delhi in quei giorni, è un’esperienza da non perdere.
Nei giorni “normali”, invece, i prati si riempiono di famiglie, coppie e gruppi di amici che vengono qui a fare due passi, fare un picnic o semplicemente passare qualche ora all’aria aperta.


Rashtrapati Bhavan e gli Amrit Udyan
Il Rashtrapati Bhavan è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica indiana. Con le sue 340 stanze è uno degli edifici presidenziali più grandi del mondo, riconoscibile dalla grande cupola ispirata al Pantheon di Roma e dall’architettura monumentale del periodo coloniale britannico.
L’interno è visitabile solo in occasioni particolari e su prenotazione, mentre gli Amrit Udyan, i giardini presidenziali, aprono al pubblico per alcune settimane tra gennaio e marzo. Sono molto curati e ospitano fontane, siepi geometriche e una delle collezioni di rose più famose dell’India. Se visiti Delhi in un altro periodo dell’anno, puoi comunque ammirare il palazzo dall’esterno percorrendo il Kartavya Path.


Sud di New Delhi — monumenti storici e templi iconici
Il sud di Delhi è la parte che sorprende di più i visitatori che si aspettano solo il caos del nord: qui i monumenti sono spesso in mezzo a parchi verdi, il ritmo è più lento, e alcune attrazioni sono tra le più belle di tutta la città.
Humayun, Purana Qila e Nizamuddin Dargah
Questi tre luoghi si trovano a poca distanza l’uno dall’altro, quindi puoi visitarli in sequenza.
La Tomba di Humayun è il mausoleo del secondo imperatore moghul, fatto costruire dalla moglie nel 1570. È considerata il modello a cui si ispirò, qualche decennio più tardi, il Taj Mahal: ritrovi gli stessi giardini geometrici, la perfetta simmetria e il contrasto tra arenaria rossa e marmo bianco. È Patrimonio UNESCO dal 1993 e, se hai già visitato Agra, sarà impossibile non riconoscere le somiglianze.
A pochi minuti si trova il Purana Qila (Vecchio Forte), costruito nel XVI secolo da Humayun e completato dal suo rivale Sher Shah Suri. Oggi rimangono le mura, le grandi porte monumentali e alcuni edifici storici sparsi all’interno del complesso. Non è il monumento più spettacolare di Delhi, ma se sei già in zona vale la pena farci un salto.
La Nizamuddin Dargah è il santuario del sufi Hazrat Nizamuddin Auliya, uno dei santi più venerati dell’Islam indiano. Ogni giovedì sera si tengono i qawwali, canti devozionali sufi eseguiti dal vivo. I vicoli che portano al santuario sono un’esperienza già di per sé: stretti, affollati, pieni di bancarelle che vendono rose, incenso e offerte per il santuario. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, ma è necessario vestirsi in modo rispettoso e le donne possono accedere solo ad alcune aree del complesso. È uno dei luoghi dove si percepisce meglio il lato più spirituale della città.


Tempio del Loto (Lotus Temple)
Il Tempio del Loto (Lotus Temple) è uno degli edifici più particolari di Delhi. La sua forma richiama quella di un fiore di loto appena sbocciato: 27 grandi petali rivestiti di marmo bianco, circondati da nove vasche d’acqua. È il principale luogo di culto della fede Bahá’í in India ed è aperto a persone di qualsiasi religione.
Progettato dall’architetto iraniano Fariborz Sahba e inaugurato nel 1986, all’interno è completamente diverso da qualsiasi tempio indiano. Non ci sono statue, altari o decorazioni: solo luce, marmo bianco e la forma della cupola che si apre verso l’alto.
L’ingresso è gratuito. Ti consiglio di arrivare la mattina presto o nel tardo pomeriggio, perché soprattutto nei fine settimana si formano code piuttosto lunghe.


ISKCON Temple (Sri Sri Radha Parthasarathi Mandir)

Il tempio ISKCON di Delhi (Sri Sri Radha Parthasarathi Mandir) è uno dei templi Hare Krishna più grandi e frequentati del mondo. Inaugurato nel 1998, è uno di quei posti dove tutti i sensi vengono coinvolti con colori, canti, musica e profumo d’incenso.
Durante le cerimonie i fedeli cantano e danzano davanti alle statue di Krishna e Radha accompagnati da tamburi e cimbali, creando un’atmosfera molto coinvolgente. Nel complesso ci sono anche altre sale dedicate alle divinità della tradizione induista, un museo sulla vita di Krishna e un ristorante vegetariano dove dicono si mangi molto bene.
Non è uno dei templi storici della città, ma se vuoi assistere a una cerimonia Hare Krishna è uno dei posti migliori di Delhi. Se puoi, vai nel tardo pomeriggio o in serata, quando si svolge l’aarti e il tempio è più vivo.
Safdarjung Tomb
La Tomba di Safdarjung è l’ultimo grande mausoleo in stile moghul costruito a Delhi. Fu eretta nel 1754 per Safdarjung, primo ministro dell’Impero Moghul, e ricorda per molti aspetti la più celebre Tomba di Humayun, anche se è molto meno imponente.
È una tappa spesso trascurata dai visitatori, e forse è proprio questo il suo punto di forza. I giardini sono ben curati, c’è pochissima gente e si visita con calma. Il marmo e l’arenaria mostrano i segni del tempo, ma senza togliere nulla al fascino del complesso. Il biglietto costa circa 300 rupie.


Qutub Minar
Il Qutub Minar è il minareto più alto dell’India e uno dei più alti al mondo costruiti in mattoni. Alto 72,5 metri, è decorato con iscrizioni coraniche e motivi geometrici e floreali scolpiti nella pietra. La costruzione iniziò alla fine del XII secolo per volere di Qutb al-Din Aibak, fondatore del Sultanato di Delhi, e fu completata dai suoi successori.
Intorno al minareto si trovano le rovine della Quwwat-ul-Islam Mosque, la prima moschea costruita a Delhi dopo la conquista islamica, realizzata in parte riutilizzando colonne e materiali provenienti da templi hindu e giainisti.
C’è poi il celebre Pilastro di Ferro, una colonna alta oltre sette metri che ha quasi duemila anni e che è oggetto di studio perché presenta pochissimi segni di corrosione. Un tempo si diceva che abbracciarlo portasse fortuna, ma oggi è protetto da una recinzione e si può osservare solo dall’esterno. Il complesso è Patrimonio UNESCO dal 1993. Calcola almeno un’ora e mezza per la visita.


The Garden of Five Senses
Il Garden of Five Senses è un grande parco nel quartiere di Said-ul-Ajaib, inaugurato nel 2003 e progettato per offrire un’esperienza diversa dai classici giardini cittadini. Qui trovi sentieri, fontane, installazioni artistiche e centinaia di specie di piante e fiori. Non è una tappa imperdibile, ma se hai già visto le attrazioni principali puoi valutare un salto qui. Ogni tanto ospita anche concerti, festival ed eventi culturali, quindi, se sei fortunato con le date, potresti trovare qualcosa di interessante.
Cosa vedere a New Delhi se hai più tempo
Akshardham Temple
L’Akshardham Temple è uno dei templi hindu più grandi del mondo, costruito in arenaria rosa e marmo bianco, tutto di pietra intagliata a mano.
Le decorazioni sono super dettagliate: elefanti scolpiti alla base del tempio, ciascuno diverso, fregi con scene mitologiche, colonne con figure di dee e danzatrici. All’interno c’è un’enorme statua dorata di Swaminarayan, la divinità a cui è dedicato il complesso, alta circa 3 metri.
Attenzione: all’ingresso non si può portare nulla; niente telefono, niente macchina fotografica, niente zaini, niente cinture di metallo. Tutto va depositato ai locker all’esterno. Calcola almeno due ore, tre se vuoi vedere anche le attrazioni interne a pagamento.
Se vuoi visitarlo nel pomeriggio e fermarti anche per lo spettacolo serale, c’è un tour privato dell’Akshardham con spettacolo di acqua e luci: dura circa 3-5 ore e include il trasferimento da e per l’hotel.
Shri Laxmi Narayan Temple (Birla Mandir)
Il Birla Mandir di Delhi, formalmente Shri Laxmi Narayan Temple, è un tempio hindu inaugurato nel 1939 e costruito dalla stessa famiglia Birla che finanziò anche il Birla Mandir di Jaipur. È dedicato a Vishnu e alla dea Lakshmi, ed è costruito in marmo bianco e arenaria gialla, con le tipiche torri dei templi hindu che si innalzano una sopra l’altra.
Fu inaugurato da Mahatma Gandhi a una condizione: che fosse aperto a tutti, indipendentemente dalla casta. Per l’epoca era una scelta tutt’altro che scontata. Ancora oggi è uno dei templi più frequentati della città. All’interno si trovano affreschi e pannelli che raccontano episodi della mitologia hindu, mentre all’esterno ci sono piccoli giardini.
Musei particolari
Delhi ha anche alcuni musei decisamente fuori dal comune.
Il National Handicrafts & Handlooms Museum (o semplicemente Crafts Museum) è uno dei più interessanti. Più che un museo, sembra un piccolo villaggio dove artigiani provenienti da diverse regioni dell’India lavorano davanti ai visitatori, realizzando tessuti, ceramiche, gioielli e oggetti in legno. Molti dei prodotti sono anche in vendita, quindi è un ottimo posto per acquistare artigianato locale.
Il Sulabh International Museum of Toilets è esattamente quello che suggerisce il nome: un museo dedicato alla storia dei servizi igienici, dalle latrine dell’antichità ai moderni sistemi fognari. È piccolo, gratuito e decisamente insolito, ma racconta anche un tema molto importante per la storia e la salute pubblica in India.
Lo Shankar’s International Dolls Museum raccoglie oltre 6.000 bambole provenienti da 85 Paesi. Se ami le bambole in abiti tradizionali probabilmente lo adorerai; se invece ti mettono un po’ a disagio, potrebbe essere un’esperienza un po’ creepy.
Come arrivare e muoversi a New Delhi
Come racconto nell’articolo sul nostro itinerario di 14 giorni in India del Nord, Delhi è stata la nostra ultima tappa, soprattutto per una questione logistica: da qui partiva il volo di rientro. Abbiamo deciso di arrivare un giorno e mezzo prima della partenza per evitare qualsiasi imprevisto e approfittarne per visitare anche la capitale.
Siamo arrivate da Varanasi con un volo Air India di circa un’ora e mezza, rapido, indolore, e sfruttando una grande comodità: il nostro driver Tahseen aveva già riportato le nostre valigie a Delhi in macchina da Varanasi. In ogni articolo menziono Tahseen, il nostro driver per tutto il viaggio: una persona squisita e un professionista super affidabile. Trovi i suoi contatti all’articolo sui consigli per visitare l’India del Nord.
Se arrivi direttamente dall’Italia, atterrerai all’Aeroporto Internazionale Indira Gandhi (DEL), il principale hub del Paese. L’aeroporto dista circa 16 chilometri dal centro ed è collegato dalla Airport Express (la linea arancione della metro), che raggiunge New Delhi Railway Station in circa 20 minuti. In alternativa puoi usare Uber o Ola, tenendo presente che il traffico può allungare parecchio i tempi di percorrenza.
Se invece arrivi non hai un autista e arrivi da una precedente tappa indiana puoi arrivare:
- In aereo: l’Aeroporto Internazionale Indira Gandhi (codice DEL) è il principale hub dell’India e il più trafficato del Paese. Ha voli diretti con tutte le principali città europee tramite Air India, Emirates, Lufthansa, British Airways, e con praticamente ogni destinazione interna. Si trova a circa 16 chilometri dal centro, collegato alla città dalla Metro Linea Arancione fino alla stazione New Delhi Railway Station o Connaught Place in circa 20-25 minuti. In taxi (Ola o Uber, che funzionano bene) ci vogliono dai 30 minuti a un’ora e mezza a seconda del traffico, e a Delhi il traffico è un’incognita permanente.
- In treno: Delhi ha cinque stazioni principali, ma le due principali per i viaggiatori sono la New Delhi Railway Station (per i treni verso il nord, ad esempio verso Amritsar, Shimla, Jammu) e la Hazrat Nizamuddin (per i treni verso sud e verso Agra: se vuoi fare il Taj Mahal in giornata, il treno parte da qui). Da Jaipur sono circa 4-5 ore con i treni rapidi; da Agra circa 2 ore con il Gatimaan Express. I biglietti si prenotano sul sito IRCTC in anticipo, specialmente le classi superiori.
- In bus: i collegamenti in autobus esistono e sono economici, ma con le distanze dell’India del Nord e il traffico sulle strade statali, il rapporto tempo/prezzo raramente li rende la scelta più conveniente. I bus notturni da Jaipur a Delhi sono un’opzione se hai il budget stretto; i Volvo AC sono i più comodi.
Come muoversi a New Delhi
Durante il nostro soggiorno ci siamo spostate sempre in macchina con Tahseen, oppure con alcuni tuk-tuk di fiducia che ci aveva consigliato. In una città grande e caotica come Delhi, avere qualcuno di affidabile fa davvero la differenza.
Se invece ti muovi in autonomia, la metro è probabilmente il mezzo più comodo: è moderna, climatizzata, economica e raggiunge gran parte delle attrazioni principali, da Connaught Place a Chandni Chowk, fino al Qutub Minar e all’Akshardham.
Per i tragitti non coperti dalla metro, Uber e Ola funzionano molto bene e mostrano il prezzo della corsa in anticipo. I tuk-tuk rimangono invece la soluzione migliore per gli spostamenti brevi, soprattutto nei vicoli di Old Delhi.
Un ultimo consiglio: se prendi un tuk-tuk per strada, concorda sempre il prezzo prima di partire. Ti eviterai discussioni inutili alla fine della corsa.


Dove mangiare a New Delhi
Dopo quasi due settimane trascorse tra Rajasthan, Agra e Varanasi, Delhi ci ha sorprese anche a tavola. Qui l’offerta gastronomica è completamente diversa: oltre ai ristoranti tradizionali trovi tantissimi locali internazionali e alcuni dei migliori ristoranti dell’India, spesso all’interno dei grandi hotel di lusso. Se vuoi concederti una cena speciale prima del volo di rientro, secondo me è il posto giusto per farlo.
- Megu (The Leela Palace Hotel): è stato il ristorante che abbiamo scelto per aperitivo e cena la nostra prima sera a Delhi, e ci è piaciuto tantissimo. Si trova all’interno del lussuoso Leela Palace ed è uno dei migliori ristoranti giapponesi della città, premiato anche a livello internazionale. L’ambiente è elegante, curato, con un’attenzione al dettaglio che dopo giorni di India caotica sembra quasi irreale, il sushi è eccellente e anche i cocktail. Non è economico, ma se vuoi concederti una serata diversa dal solito, questo è il posto.
- Bukhara (ITC Maurya): il ristorante dove siamo andate a pranzo tra una visita e l’altra. Si trova all’interno dell’hotel ITC Maurya ed è uno dei locali storici di Delhi, famoso per la cucina cotta nel forno tandoor. Qui abbiamo mangiato uno dei migliori naan di tutto il viaggio e un dal Bukhara pazzesco, servito nella classica pentolina di rame. Nonostante sia un ristorante di fascia alta, non l’ho trovato affatto impostato.
- Lakhori (Haveli Dharampura, Old Delhi): è un ristorante che mi sarebbe piaciuto provare, ma purtroppo non siamo riuscite a incastrarlo nell’itinerario. Si trova all’interno dell’Haveli Dharampura, una dimora storica restaurata nel cuore di Old Delhi, a pochi passi dalla Jama Masjid e dal Chandni Chowk. Il Propone piatti della tradizione moghul e specialità tipiche di Old Delhi in un cortile d’epoca, con la possibilità di salire anche sulla terrazza panoramica dell’haveli. Se vuoi fare una cena in una location particolare.
- Ama Café (Majnu Ka Tilla): è il locale più famoso del quartiere tibetano di Majnu Ka Tilla. Non aspettarti un ristorante tradizionale indiano: qui trovi ottime colazioni, pancake, cheesecake, torte fatte in casa, panini, hamburger e caffè, perfetto per una pausa o se hai voglia di cambiare completamente cucina.
- The Spice Route (The Imperial Hotel): è uno dei ristoranti più iconici di Delhi, famoso tanto per la cucina quanto per gli interni, decorati con affreschi e dettagli ispirati alle antiche rotte commerciali delle spezie tra India e Sud-est asiatico. Non è una cena economica, ma se cerchi un’esperienza gastronomica di alto livello è uno degli indirizzi più famosi della città.
Se durante il viaggio hai mangiato quasi sempre cucina indiana tradizionale, Delhi è il posto giusto per concederti qualcosa di diverso. Tra hotel di lusso, ristoranti internazionali e locali storici, l’offerta è molto più varia rispetto al resto dell’India del Nord.
Se invece vuoi provare lo street food di Old Delhi senza andare completamente alla cieca, c’è un tour gastronomico privato con 8 degustazioni in locali e bancarelle selezionati. Dura circa 3-4 ore e secondo me è una buona idea soprattutto se sei incuriosito dal cibo di strada ma non sai bene da quali bancarelle iniziare e, soprattutto, di quali fidarti per non incappare in problemi di pancia vari ed eventuali.
Infine, se hai più tempo e ti piace cucinare, un’alternativa ai ristoranti è questa lezione privata di cucina indiana con visita al mercato: dura circa tre ore e si svolge insieme a una cuoca locale. Prima si va al mercato a comprare ingredienti e spezie, poi si cucina e alla fine si mangia tutti insieme.


Dove dormire a New Delhi
La situazione degli hotel a Delhi è molto diversa rispetto al resto del Rajasthan: qui non trovi le haveli storiche con i cortili fioriti e i letti a baldacchino. Delhi è una metropoli moderna, e qui ci sono grandi hotel a cinque stelle internazionali o guesthouse economici nei quartieri della città vecchia, con poco nel mezzo di davvero caratteristico.
🦖🏨 Noi abbiamo dormito al Radisson Blu Marina Connaught Place, principalmente per la posizione centrale, a pochi minuti da Connaught Place, quartiere in cui ci muovevamo la sera. La struttura è esattamente quello che ti aspetti da un Radisson: camere spaziose, un terrazzino privato, arredi in stile più moderno anche se già un po’ datati. Non ha il fascino di un palazzo storico, ma aveva tutto quello che serviva a due persone esauste all’ultimo giorno di viaggio: letto comodo, doccia funzionante, colazione abbondante.
Se stai cercando qualcosa di diverso, ecco alcune alternative che il nostro driver ci aveva segnalato:
Fascia più bassa:
- Hotel Ajanta: una buona soluzione dal rapporto qualità-prezzo vicino alla New Delhi Railway Station, particolarmente comoda se arrivate o ripartite da Delhi in treno. Le camere sono generalmente molto spaziose, con letti grandi e comodi, e la pulizia viene citata spesso tra i punti di forza. Gli ambienti non sono nuovissimi e lo stile è piuttosto classico, quindi non sceglietelo se cercate un hotel moderno e di design. Uno dei suoi plus è il ristorante Vagabond al piano terra, molto apprezzato dagli ospiti e comodissimo per cenare senza dover uscire la sera: propone cucina indiana ma anche alternative più adatte ai gusti occidentali ed è aperto fino a tardi. Molto utili anche la reception aperta 24 ore, il deposito bagagli e la possibilità di organizzare direttamente tramite l’hotel transfer, driver e tour di Delhi; alcune tariffe comprendono anche il transfer aeroportuale. La posizione è centrale e pratica per spostarsi, ma la zona intorno alla stazione è trafficata, caotica e non particolarmente piacevole, quindi potrebbe risultare un primo impatto abbastanza forte per chi arriva in India per la prima volta. Al momento della prenotazione controllate infine bene la tipologia di stanza, perché ci sono anche camere senza finestra.
Fascia media:
- The Delhi Dreams – A Luxury Hotel: un hotel moderno, pulito e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo a Paharganj, vicino alla New Delhi Railway Station e comodo anche per raggiungere la metro. Le camere sono spaziose e arredate in stile contemporaneo, con ambienti chiari, letti grandi e bagni moderni. All’interno c’è inoltre un ristorante aperto 24 ore su 24, oltre alla colazione disponibile in molte tariffe. La posizione è centrale e pratica per muoversi, ma siamo sempre a Paharganj, quindi appena usciti dall’hotel troverete parecchio traffico e confusione. Occhio infine alla camera che prenotate: alcune sono senza finestra, quindi controllate bene la tipologia prima di confermare.
Fascia più alta:
- Maidens Hotel New Delhi: è l’hotel che il nostro driver Tahseen ci aveva consigliato più caldamente e anche quello che avevo adocchiato durante la preparazione del viaggio. È uno storico hotel coloniale del 1903 a Civil Lines, ospitato in un grande edificio bianco con porticati, soffitti alti e interni che hanno conservato parecchio dell’atmosfera dell’epoca. Le camere sono molto spaziose, con pavimenti in legno, mobili classici e bagni grandi, mentre all’esterno ci sono un grande giardino e una piscina, dove non è raro vedere anche i pavoni girare liberamente. La colazione è particolarmente ricca e si può mangiare anche in giardino, e all’interno ci sono bar e ristorante. Nonostante l’aspetto decisamente d’altri tempi, è molto ben tenuto e la posizione è comoda: la metro è vicina e Chandni Chowk dista appena due fermate. Costa sensibilmente più delle strutture di Paharganj, ma se vuoi concederti un hotel di livello più alto a Delhi, questo è probabilmente uno dei più interessanti anche per la storia e il carattere dell’edificio.
- The Connaught: un hotel di fascia alta moderno e molto curato, in posizione centralissima a New Delhi e a pochi minuti a piedi da Connaught Place. La parte più bella secondo me sono gli interni: molto più originali del classico hotel internazionale, con pavimenti geometrici, pareti verde scuro, stampe e arredi colorati, lampade particolari e un bel mix tra elementi contemporanei e richiami indiani. Le camere mantengono lo stesso stile e sono molto curate e silenziose, anche se alcune categorie non sono particolarmente grandi. Ci sono inoltre piscina, palestra, bar e ristorante, e la colazione a buffet è molto apprezzata. È sicuramente più caro rispetto alla media di Delhi, ma può avere senso soprattutto se cercate una sistemazione con standard più vicini a quelli di un buon quattro stelle europeo, in una zona centrale ma un po’ più riparata dal caos rispetto a Paharganj.
Il mio consiglio è di dormire nella zona di Connaught Place o nei quartieri vicini. È la posizione più comoda per visitare Delhi, con la metro a pochi passi, tanti ristoranti e collegamenti verso quasi tutte le attrazioni. Se invece preferisci un’atmosfera più tranquilla e caratteristica, puoi valutare anche la zona di Nizamuddin, vicina alla Tomba di Humayun e alla Nizamuddin Dargah. È meno centrale, ma decisamente più rilassata rispetto al cuore della città.


Dove fare shopping a New Delhi
A Jaipur contratti sulle pietre preziose; a Jodhpur ti porti a casa giacche ricamate e tessuti. A Delhi, invece, l’offerta è molto più varia e, per certi aspetti, anche più occidentale di quanto ci si aspetti.
Vicino a Connaught Place, e in particolare nel quartiere di Khan Market, trovi brand internazionali, boutique di stilisti indiani, librerie indipendenti, negozi di design, profumerie, caffetterie e ristoranti. È una delle zone dello shopping più esclusive di Delhi: non è economica, ma la qualità è alta e, finalmente, non c’è bisogno di contrattare ogni acquisto.
Anche Connaught Place ospita negozi di ogni tipo lungo i suoi portici. È una zona pratica se ti serve comprare qualcosa durante il viaggio, mentre per i souvenir è decisamente più interessante il Palika Bazaar, il mercato sotterraneo che si trova proprio sotto la piazza. Qui trovi elettronica, abbigliamento, accessori e souvenir a prezzi bassi, ma preparati a contrattare: il prezzo iniziale è quasi sempre molto più alto di quello reale.
Per chi cerca artigianato di qualità, uno degli indirizzi migliori è il National Handicrafts & Handlooms Museum (Crafts Museum), di cui ti parlavo anche nella sezione dedicata ai musei. Oltre alle collezioni permanenti, ospita diverse botteghe dove gli artigiani vendono direttamente tessuti, ceramiche, gioielli e oggetti in legno realizzati a mano.
Un’altra tappa interessante è Dilli Haat, un mercato artigianale vicino all’INA Market che riunisce espositori provenienti da tutta l’India. Qui puoi trovare prodotti tipici di diversi stati, in un ambiente molto più ordinato e rilassato rispetto ai bazar tradizionali. L’ingresso costa pochissimo e all’interno ci sono anche numerosi stand dove assaggiare cucine regionali da tutto il Paese.
Infine c’è Janpath, una delle vie dello shopping più famose di Delhi. Le bancarelle vendono abbigliamento, gioielli, borse, accessori e souvenir a prezzi molto bassi. La qualità è variabile, ma con un po’ di pazienza si trovano anche cose davvero carine. Noi ci siamo capitate quasi per caso tornando da cena e ci siamo fermate molto più del previsto: il classico shopping non programmato che, alla fine, è sempre quello che riesce meglio.
Per comprare invece sali, tè e spezie, non esiste posto più fornito del Mercato Chandni Chowk.
🦖🛍️ Se ti piace fare shopping, una delle esperienze più interessanti da fare a Delhi è il tour dello shopping con un’esperta locale che ti porta tra mercati, bazar e negozi selezionati, aiutandoti a scovare tessuti, gioielli, artigianato e prodotti locali e, soprattutto, a capire dove vale davvero la pena comprare e quanto contrattare. Puoi scegliere una versione più breve oppure trasformarlo praticamente in un’intera giornata di shopping.


Quando andare a New Delhi
Delhi ha un clima più estremo rispetto al Rajasthan: le estati sono torride, gli inverni possono essere sorprendentemente freschi e, tra novembre e gennaio, lo smog diventa un fattore da non sottovalutare. In generale, il periodo migliore va da ottobre ad aprile, anche se ogni stagione ha i suoi pro e i suoi contro.
Tabella meteo di New Delhi mese per mese
Noi siamo arrivate a inizio ottobre, ultima tappa del nostro viaggio nel nord dell’India. Di giorno facevano ancora 33-35 °C, mentre la sera la temperatura diventava finalmente piacevole. In quel periodo lo smog iniziava già a farsi sentire, anche se i mesi più critici sono novembre e dicembre, quando l’inquinamento raggiunge spesso livelli molto elevati.
| Mese | Temperature (min/max) | Note |
|---|---|---|
| Gennaio | 7°C / 21°C | Fresco, ottimo, ma smog ancora presente |
| Febbraio | 10°C / 24°C | Molto bello, poco affollato |
| Marzo | 15°C / 30°C | Molto buono |
| Aprile | 21°C / 36°C | Caldo, ma ancora fattibile |
| Maggio | 26°C / 41°C | Molto caldo |
| Giugno | 27°C / 39°C | Caldo e umido, inizio della stagione dei monsoni |
| Luglio | 26°C / 35°C | Monsoni e piogge frequenti |
| Agosto | 25°C / 34°C | Monsoni e ancora piogge |
| Settembre | 23°C / 34°C | Fine monsoni, aria più pulita |
| Ottobre | 17°C / 33°C | Ottimo: caldo di giorno, fresco la sera |
| Novembre | 11°C / 26°C | Bello ma smog in aumento |
| Dicembre | 7°C / 21°C | Fresco, bello, ma smog al massimo |
In sintesi: marzo, ottobre e febbraio sono i mesi migliori. Il picco turistico è tra novembre e febbraio, ma l’inquinamento di quei mesi può essere un problema reale: non solo fastidioso, ma potenzialmente dannoso se stai fuori tutto il giorno a visitare monumenti.
Feste e ricorrenze a New Delhi
Essendo la capitale dell’India, Delhi è uno dei posti migliori per vivere le principali festività del Paese. Se il tuo viaggio coincide con una di queste ricorrenze, preparati a trovare un’atmosfera completamente diversa dal solito.
- Id-ul-Fitr (data variabile) : la fine del Ramadan viene celebrata con particolare partecipazione a Old Delhi, soprattutto nei dintorni della Jama Masjid. Le strade si riempiono di fedeli, bancarelle di dolci e famiglie che si ritrovano per festeggiare.
- Republic Day – 26 gennaio: il Kartavya Path ospita la grande parata della Festa della Repubblica, uno degli eventi nazionali più importanti dell’India. Sfilano reparti delle forze armate, bande militari, carri provenienti dai diversi stati del Paese e si tengono esibizioni aeree. Se vuoi assistere alla parata dalle tribune è necessario prenotare con largo anticipo, ma anche l’atmosfera che si respira in città nei giorni precedenti merita di essere vissuta.
- Holi (febbraio o marzo): la Festa dei Colori viene celebrata anche a Delhi con musica, polveri colorate e feste nei parchi e nei quartieri residenziali. Se vuoi partecipare, scegli eventi organizzati o affidati ai consigli del tuo hotel, evitando di unirti a gruppi improvvisati per strada.
- Diwali (ottobre o novembre): durante la Festa delle Luci, Delhi si riempie di decorazioni luminose, candele, fuochi d’artificio e mercatini. Connaught Place e Chandni Chowk sono tra le zone più belle da vedere in questo periodo, anche se bisogna mettere in conto molto traffico.
Consigli per visitare New Delhi
Oltre ai consigli generali per visitare l’India del Nord che trovi all’articolo dedicato, ti do anche qualche consiglio specifico per la visita a Nuova Delhi:
- Organizza per zone, non per monumenti: Delhi è enorme e il traffico può trasformare uno spostamento di 8 chilometri in un’ora e mezza di viaggio. Prima di costruire l’itinerario, guarda la mappa e raggruppa le attrazioni per area geografica. Metti Old Delhi in una mezza giornata, il centro in un’altra, sud in un altra ancora.
- Usa la metro quando puoi: è moderna, puntuale, con le indicazioni in inglese e costa pochissimo. Per molte tratte è molto più veloce di qualsiasi taxi. L’unica limitazione è che non raggiunge alcune zone periferiche; per quelle, Uber e Ola funzionano benissimo e hanno prezzi fissi senza contrattazione.
- Attenzione alla qualità dell’aria: nei mesi di novembre e dicembre l’inquinamento di Delhi può raggiungere livelli che in Europa farebbero scattare l’allerta rossa. Nel dubbio, porta con te una mascherina FFP2.
- Bevi solo acqua in bottiglia sigillata: vale per tutta l’India, ma a Delhi, dove il sistema idrico è più complesso che altrove, vale doppio. Anche per lavarti i denti.
- Tieniti la Old Delhi per la mattina presto: Chandni Chowk e dintorni diventano un muro di gente e traffico già dalle 10. Arrivaci alle 8, quando i mercati aprono ma i turisti non sono ancora arrivati.
- Non accettare “tour gratuiti” vicino ai monumenti: vale ovunque in India, ma a Delhi il sistema è particolarmente rodato. Se vuoi una guida, prendine una ufficiale all’ingresso del monumento, ne trovi sempre di certificate e competenti. Noi personalmente abbiamo visitato tutto in autonomia.
- Contratta prima i prezzi dei tuk-tuk, prima di equivoci vari ed eventuali a fine corsa.
- Preparati a controlli di sicurezza frequenti: in molti monumenti, templi, ma anche hotel, dovrai passare metal detector e controllo degli zaini.
- Per internet io ho usato una eSIM, che secondo me in India è comodissima soprattutto per avere subito a disposizione Google Maps e le app per gli spostamenti senza dover cercare una SIM appena atterrati. Qui puoi controllare i pacchetti Airalo disponibili per l’India.
- Porta una powerbank: tra foto, video e Google Maps la batteria dello smartphone si scarica in fretta. Io uso sempre questa powerbank: ricarica completamente lo smartphone 3-4 volte ed è abbastanza potente da ricaricare anche un laptop, quindi mi ha salvato il viaggio più di una volta.


Conclusione
Delhi non è a mio avviso una città di cui ti innamori. È grande, caotica, a tratti schiacciante, e se arrivi stanca dopo un lungo viaggio come è capitato a noi, il rischio è di non darle il tempo e la considerazione che merita. Ma anche in un giorno e mezzo, cosa vedere a New Delhi non è mai banale: ogni quartiere racconta un’epoca diversa, ogni monumento ha una storia, e ogni pranzo o cena può diventare un ricordo.
Se stai organizzando un itinerario in India del Nord, mettila in programma con almeno due giorni: uno per Old Delhi (Forte Rosso, Jama Masjid, Chandni Chowk) e uno per il centro e il sud (Humayun’s Tomb, Qutub Minar, Tempio del Loto). Se ne hai un terzo, usalo per l’Akshardham o per fare shopping nelle zone consigliate.
Per il quadro completo del viaggio, puoi scoprire tutti i posti da visitare oltre a New Delhi all’articolo Cosa vedere in India del Nord, mentre all’articolo itinerario di 14 giorni in India del Nord trovi come abbiamo collegato tutte le tappe. E se sei ancora nella fase iniziale, passa dalla guida su cosa sapere prima di partire per l’India del Nord: ti risparmia qualche sorpresa che a noi avrebbe fatto comodo conoscere in anticipo.
