Dormire con gli elefanti al 3Pok, nella provincia di Chiang Mai, è stata forse l’esperienza che ho più amato del nostro viaggio in Thailandia: svegliarsi con la loro visita davanti alla camera e fare colazione con loro mi sembrava una cosa assurda.
Poi trascorrere il resto della giornata facendo bamboo rafting sul fiume e trekking nella giungla attraverso le cascate fino a un villaggio dove passare la notte insieme alla famiglia locale. È stata la primissima tappa del nostro viaggio in Thailandia e ancora oggi, quando ci ripenso, mi vengono gli occhi a cuore.
Per gli elefanti ovviamente, ma anche le risate con la nostra guida, la capanna affacciata sulle risaie e una famiglia adorabile che ci ha preparato forse la cena migliore di tutto il viaggio.
Come anticipato nell’articolo sul nostro itinerario di 14 giorni in Thailandia (in arrivo), abbiamo iniziato proprio dalle foreste di Chiang Mai. Appena atterrati, dopo un viaggio infinito, il driver della struttura in cui avremmo dormito ci ha recuperati in aeroporto e portati direttamente al 3Pok, un piccolo resort dove puoi pernottare e fare diverse attività con gli elefanti, tra cui la famosissima sveglia in camera 🐘💚.
Il 3Pok ha organizzato poi anche tutto il resto: bamboo rafting sul fiume, trekking tra cascate e villaggi e una seconda notte in capanna, ospiti di una famiglia del posto. Abbiamo concentrato un sacco di cose in una giornata e due notti, e col senno di poi rifarei assolutamente questa scelta. Anzi, se avessimo avuto più tempo mi sarei fermata anche di più.
Qui ti racconto tutto, da come abbiamo trovato il 3Pok a quanto abbiamo speso, passando per le cose che mi sono piaciute da morire e quella che mi ha lasciato qualche dubbio. Ma andiamo per gradi.
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Dormire con gli elefanti a Chiang Mai: perché abbiamo scelto il 3Pok
L’idea di dormire con gli elefanti a Chiang Mai mi era venuta, banalmente, scoprendola su Instagram, dove continuavo a vedere persone che facevano colazione fuori da queste casette stupende con gli elefanti che arrivavano a mangiare la frutta. La struttura che compariva praticamente ovunque era il Chai Lai Orchid, ed era lì che inizialmente avevo provato a prenotare.
Peccato che, essendoci mossi abbastanza tardi con la decisione di partire per la Thailandia, per le nostre date fosse TUTTO esaurito. Ho provato a contattarli anche via mail, sperando che saltasse fuori una camera, una cancellazione, qualsiasi cosa. Niente.
Mi sono quindi messa di buona lena a cercare un’alternativa e fortunatamente su Trip.com ho trovato il 3Pok (trovi qui il link), che aveva ancora qualche posto. Trip è un sito che per abitudine uso molto meno di quanto dovrei, nonostante sia eccezionale, e in questo caso mi ha risolto proprio il problema: casetta disponibile, risveglio con gli elefanti e possibilità di organizzare anche il trekking con la notte nel villaggio. Prenotato.
E sai cosa? Col senno di poi sono stata felicissima di essere finita qui. Rispetto a quello che avevo visto online del Chai Lai Orchid, mi era sembrato più economico e meno “costruito per Instagram”, con una casetta davvero adorabile, piuttosto basica ma super autentica. E soprattutto ci siamo trovati benissimo con tutte le persone che abbiamo incontrato.
Già prima di partire lo staff è stato super presente: ha risposto a tutte le mie domande, ci ha aiutati a incastrare le attività nel poco tempo che avevamo e si è dimostrato molto flessibile nel modificare il programma. Una cosa che ho apprezzato tantissimo, perché tra l’arrivo in piena notte e le altre tappe del viaggio non avevamo esattamente degli orari comodissimi.
Una volta lì sono stati tutti adorabili, dal driver che ci ha accompagnati al Seven Eleven di notte perché stavamo morendo di fame, al titolare che è venuto a presentarsi e con cui abbiamo fatto quattro chiacchiere, fino al personale che ci ha seguiti con gli elefanti e ci ha fatto mille servizi fotografici senza chiedere nulla in cambio. Poi ci sono stati la guida del trekking, un ragazzo più piccolo di noi con cui abbiamo riso tutto il tempo, e la famiglia che ci ha ospitati nel villaggio. Veramente una bella persona dietro l’altra.
Noi abbiamo prenotato la camera su Trip.com e concordato direttamente con il 3Pok il resto dell’esperienza. Se vuoi fare qualcosa di simile, scrivigli via mail o WhatsApp raccontando cosa ti piacerebbe fare e quanto tempo hai a disposizione. Il programma che trovi qui sotto è quello che abbiamo scelto noi, ma puoi accordarti con loro anche per altre combinazioni di attività, soprattutto se hai meno tempo a disposizione.
Notte al 3Pok e risveglio con gli elefanti
Questo era il motivo principale per cui avevo voluto inserire il 3Pok nell’itinerario, e la mattina con gli elefanti mi è piaciuta da morire.
Siamo arrivati intorno alle due di notte, dopo mille ore di volo, e ci siamo buttati a letto nella nostra casetta. Era abbastanza spartana, ma mega adorabile, con bagno privato e un giardinetto davanti dove avremmo fatto colazione la mattina successiva.
Per la mattina ci eravamo accordati con lo staff, che ci ha preparato fuori dalla camera una super colazione: frutta di ogni genere, uova, tè, caffè e un sacco di cose buone. Poco dopo, mentre stavamo facendo colazione, sono arrivati gli elefanti davanti alla nostra camera.
Il personale consegna infatti a ogni stanza che lo richiede un cesto di frutta apposito e accompagna gli animali a fare il giro delle camere, così puoi dar loro da mangiare direttamente dallo spazio davanti alla tua casetta o direttamente dal letto: è questa la famosa elephant wake-up call.
È stato bellissimo e super divertente. Avere questi animali enormi a due passi, guardarli prendere la frutta e poterli osservare così da vicino mi ha emozionata tantissimo. E il personale, oltre a seguirci durante l’attività, ci ha fatto una marea di foto, anche se non avevamo richiesto niente di particolare. Ovviamente io felicissima anche di questo.
Se vuoi prenotare proprio questa esperienza, controlla che il risveglio con gli elefanti sia compreso nella camera o nella formula che stai scegliendo. Nel nostro caso lo era, insieme alla colazione, ma è meglio chiarirlo prima di confermare.


Il bagno con gli elefanti
Finita la colazione ci siamo cambiati e abbiamo messo il costume: era il momento di andare al fiume con gli elefanti. Ecco, su questa parte qualche dubbio ce l’ho avuto. L’idea di fare il bagno con loro e mettersi a lavarli mi sembrava un po’ una roba poco etica, per cui mi sono limitata a entrare in acqua e guardarli, senza partecipare al lavaggio.
Teoricamente noi siamo venuti qua credendo fosse un rescue per gli elefanti, ma col senno di poi non ci metterei la mano. È anche per questo che, pur parlando di un’esperienza che spesso si cerca come “santuario degli elefanti a Chiang Mai”, preferisco descrivere il 3Pok per quello che abbiamo fatto lì: un soggiorno con attività a contatto con gli animali. Durante la visita mi è sembrato che il personale li trattasse benissimo, ma non ho gli elementi per definire la struttura un santuario etico.
Poi, dettaglio pratico abbastanza fondamentale: se sei schizzinoso, il bagno eviterei proprio di farlo. Gli elefanti continuano a fare i loro bisogni anche mentre sono nel fiume e tu ti ritrovi letteralmente in acqua con gli escrementi che ti galleggiano intorno. Ecco, magari è un’informazione che vuoi avere prima di entrare, haha.
Dopo il bagno abbiamo fatto un ultimo giro per vedere come venivano accuditi gli elefanti e abbiamo preparato al volo lo zaino per il resto della giornata e per la notte, in modo da lasciare in struttura le valigie grosse. Ed eccoci pronti per la tappa successiva: il bamboo rafting.


Bamboo rafting sul fiume
Lasciato il 3Pok siamo saliti in jeep e abbiamo raggiunto il punto di partenza del bamboo rafting, una discesa lungo il fiume su una lunga zattera fatta di canne di bambù legate insieme. Io e Tommaso siamo rimasti a bordo circa un’ora, accompagnati da un ragazzo che si occupava di guidare la zattera lungo il percorso.
Si segue la corrente, passando tra la vegetazione sulle rive, le rocce e qualche piccolo dislivello. Ci sono tratti più tranquilli, in cui ti guardi semplicemente intorno, e altri in cui la zattera sobbalza un po’ mentre supera i saltini del fiume.
Mi piaceva un sacco l’idea di aggiungere anche questa attività alla giornata: prima la colazione con gli elefanti, poi un’ora sul fiume e dopo ancora il trekking nella foresta. Era proprio il tipo di esperienza che cercavamo per iniziare il viaggio dal nord della Thailandia.
Il 3Pok aveva organizzato anche lo spostamento fino alla partenza del rafting, quindi noi abbiamo seguito il programma senza doverci occupare dei vari trasferimenti. Lo zaino con tutte le tue cose le puoi lasciare (anzi, lo devi) in Jeep. Se vuoi portarti il telefono per le foto, ti consiglio di tenerlo al riparo dall’acqua, possibilmente in una custodia impermeabile.


Trekking nella giungla di Chiang Mai tra cascate e villaggi
Finito il bamboo rafting iniziamo il trekking nella giungla, circa quattro o cinque ore di cammino per raggiungere il villaggio dove avremmo dormito. Ed è qui che abbiamo iniziato a conoscere meglio la nostra guida, un ragazzo giovane, adorabile e veramente super simpatico.
Parlava bene inglese e ci ha raccontato la qualunque: le piante che incontravamo, gli animali, la storia dei villaggi, un sacco di curiosità sul posto. Ogni tanto si fermava a mostrarci dei giochetti fatti con le foglie e poi si ripartiva, tra una spiegazione e una risata. Ci siamo trovati benissimo con lui, e passare così tante ore insieme è stato davvero bello.
Si era anche occupato di portare le power bank, perché la notte l’avremmo trascorsa in un villaggio senza elettricità. Come accennato, noi avevamo lasciato le valigie al 3Pok ed eravamo partiti soltanto con gli zaini, con dentro il necessario per il trekking e il pernottamento.
Il percorso era molto vario: salite, discese, cascate, tratti più verdi e altri più aridi, con una vegetazione che cambiava man mano che camminavamo: nel giro di poche ore abbiamo visto panorami molto diversi e attraversato anche diversi piccoli villaggi.
Il trekking è fattibile, ma comunque impegnativo: quattro o cinque ore a piedi, con salite e discese, si sentono. Mettiti delle scarpe adatte, e quando organizzi l’escursione racconta alla struttura quanto sei abituato a camminare. Così puoi capire se il giro previsto fa per te o se è meglio concordare qualcosa di diverso. Ah, e obbligatorio un buon antizanzare.


Il pranzo alla cascata e i villaggi lungo il percorso
Dopo circa un’ora di cammino siamo arrivati vicino a una cascata e ci siamo fermati a pranzare su una roccia. La nostra guida ha aperto lo zaino e tirato fuori delle foglie che contenevano una buonissima porzione di pad thai. Un ovetto, un po’ di frutta e il pranzo era servito, davanti alla cascata.
Avremmo potuto anche fare anche il bagno, ma per me l’acqua era veramente troppo gelida e ho rinunciato. Se invece sei meno freddoloso, porta il costume: durante il trekking ci sono soste in cui puoi approfittarne, accordandoti con la guida.
Lungo il percorso abbiamo attraversato villaggi molto, molto semplici, con piccole case di legno, incontrando le signore del posto e una marea di cagnolini. Ci siamo fermati un po’ con loro e abbiamo acquistato anche qualche braccialetto per ringraziarle della gentilezza.
Tra le cascate, i villaggi e le chiacchiere con la guida, il trekking è stato molto più di un trasferimento a piedi verso il posto dove dormire.


Cena e notte in un villaggio nella giungla
Ancora un po’ di cammino e verso le 16:30 siamo arrivati nel villaggio dove avremmo passato la notte. Il posto era gestito da una famiglia numerosa, con la nonna a capo di tutti, figli e figlie, bambini minuscoli e un sacco di cagnolini di cui si prendevano cura. Sono stati adorabili fin da subito.
La nostra capanna era super basica: piccola, in legno, con due materassi per terra, il bagno ovviamente esterno ma privato, super basico anche quello, il tutto senza luce o elettricità, ma con una vista stupenda sulle risaie e un patio davanti dove potevamo rilassarci. Un posto bellissimo e suggestivo. Eppure la mia prima reazione, dopo aver appoggiato lo zaino, è stata: «Ok, e ora?». Maledetta la mia FOMO.
La guida, con tutta la nonchalance dell’universo, mi ha risposto: «Niente, riposatevi e poi cenerete». Per una che non sa stare ferma, è stato inizialmente un colpo. Erano soltanto le quattro e mezza del pomeriggio e non c’era più nulla in programma?
Poi ci siamo sistemati fuori dalla capanna e, piano piano, mi sono resa conto che quel pomeriggio era perfetto esattamente così. Abbiamo bevuto una (qualche) birra, provato i loro liquori locali e i loro sigari, chiacchierato ancora con la guida e riso un sacco. Con le risaie davanti e tutto il tempo per stare lì a godercele.
È stata una delle parti più belle dell’esperienza, anche se sulla carta non stavamo facendo assolutamente niente.


Cucinare con la famiglia e una cena pazzesca
Quando si è avvicinata l’ora di cena ci hanno accompagnati nella “zona cucina”, ovvero sia un tavolone e una postazione con una griglia tipo barbecue, dove la nonna e le figlie erano già all’opera e ci hanno chiesto di dare una mano nella preparazione.
Normalmente queste cose mi fanno partire abbastanza prevenuta, perché ho sempre paura di ritrovarmi nella solita turistata. Invece eravamo gli unici stranieri e c’era una bella barriera linguistica, ma siamo comunque riusciti a capirci e a partecipare alla preparazione della cena. Mi è sembrato un momento molto spontaneo, e con questa famiglia ci siamo sentiti davvero bene.
Ma soprattutto: CHE BOMBA DI CENA. Era tutto squisito, oltre che iper abbondante. Forse la cena migliore che abbiamo fatto in tutta la Thailandia.
Dopo cena ci hanno servito ancora il loro liquore e acceso un falò, intorno al quale ci siamo seduti tutti. Ogni tanto chiacchieravamo, altre volte stavamo un po’ in silenzio a guardare il fuoco. Alla fine siamo andati a letto presto, sia perché eravamo stanchi e non c’era elettricità, sia perché io e Tommaso volevamo svegliarci presto per vedere il sole sorgere sopra le risaie davanti alla capanna.




Rientro al 3Pok e partenza per Chiang Mai
Abbiamo dormito a terra nella nostra capanna. Lo so, detta così suona male, ma in realtà sono stata molto comoda e mi è piaciuto un sacco anche dormire lì. La sistemazione era semplicissima, ovviamente, ma era proprio il tipo di esperienza che volevamo fare.
La mattina dopo abbiamo fatto colazione e acquistato ancora qualcosina dalla famiglia, anche per ringraziarla della stupenda ospitalità. Siamo quindi tornati al 3Pok, dove avevamo lasciato le valigie, e da lì siamo ripartiti verso Chiang Mai città. Questa volta a bordo del cassone di un pickup, come piace a me.
Dove si trova il 3Pok e come raggiungerlo
Il 3Pok wake with elephants si trova a Mae Win, nel distretto di Mae Wang, nella provincia di Chiang Mai. È quindi fuori città, nella zona di Mae Sapok, a circa 52 km dall’aeroporto internazionale di Chiang Mai. L’indirizzo riportato sulla scheda di Trip.com è 14/3 Moo 5, Mae Win, Mae Wang.
Noi abbiamo fatto la cosa più comoda: abbiamo chiesto al 3Pok di organizzare sia il trasferimento dall’aeroporto sia quello verso Chiang Mai alla fine dell’esperienza. Essendo arrivati molto tardi, avere già qualcuno che ci aspettava ci ha semplificato parecchio la vita.
Ci eravamo accordati prima della partenza, spiegando l’orario del volo e il programma che volevamo fare. Il driver ci ha recuperati e portati alla struttura, con tanto di sosta al Seven Eleven perché avevamo una fame assurda.
Se arrivi di notte come noi, concorda in anticipo sia il transfer sia l’arrivo in camera. Chiedi anche quanto tempo prevedono per lo spostamento, soprattutto se al ritorno devi prendere un volo o hai altri impegni.
I nostri due trasferimenti sono costati complessivamente 1.600 baht in due, circa 42 € totali, quindi 21 € a testa. Erano separati dal prezzo della camera e del tour: più sotto trovi il dettaglio completo di quanto abbiamo speso.
Quanto tempo dedicare all’esperienza nella giungla di Chiang Mai
Noi abbiamo dedicato a questa esperienza un giorno intero e due notti. Siamo arrivati molto tardi la prima sera, abbiamo dormito al 3Pok, fatto tutte le attività il giorno successivo e trascorso la seconda notte nel villaggio. La mattina dopo siamo tornati a recuperare le valigie e ripartiti per Chiang Mai.
Per capirci, il programma era questo:
- Prima sera: arrivo dall’aeroporto e notte al 3Pok.
- Giorno successivo: risveglio con gli elefanti, attività al fiume, bamboo rafting, trekking con pranzo alla cascata e arrivo nel villaggio nel pomeriggio.
- Seconda sera: cena con la famiglia e notte in capanna.
- Ultima mattina: colazione, rientro al 3Pok e trasferimento a Chiang Mai città. Trovi qui l’articolo su Cosa vedere a Chiang Mai città.
Secondo me due notti sono il minimo da dedicare a un programma come il nostro: dormire al 3Pok ti permette di fare la wake-up call con gli elefanti, mentre fermarti nel villaggio aggiunge tutta la parte del pomeriggio e della serata con la famiglia, che io non toglierei per niente.
Mi sarebbe piaciuto avere anche il pomeriggio a disposizione, per godermi di più il 3Pok, la nostra casetta, il bar e il ristorante e stare ancora un po’ lì con gli elefanti. Noi siamo praticamente arrivati alle 2 di notte, crollati a letto e ripartiti dopo le attività della mattina: se riesci a organizzarti con un arrivo prima del nostro, secondo me fai benissimo.
Se hai meno tempo puoi chiedere alla struttura una formula più breve, ma se ti interessa fare anche il trekking io proverei davvero a tenere la notte nel villaggio.




Cosa portare per il trekking e la notte nella giungla
Noi abbiamo lasciato la valigia grande al 3Pok e siamo partiti per il villaggio soltanto con lo zaino. Che poi detta così sembra un consiglio, ma in realtà è un obbligo perchè ‘ndo vai con trolley o lo zainone in mezzo alla giungla.
Queste sono le cose che secondo me devi avere a portata di mano:
- Scarpe adatte al trekking: il percorso è fattibile ma impegnativo, con diverse salite e discese. Avere delle scarpe comode e con una buona suola è fondamentale.
- Repellente per le zanzare: portalo e tienilo nello zaino, perché lungo il trekking ce lo eravamo dimenticati e ci hanno mangiati vivi. Io uso sempre (a patto di ricordarmene) questo repellente della Jungle, con DEET al 50%, che per me è il migliore di tutti.
- Costume da bagno, anche più di uno: se vuoi entrare in acqua durante le attività o fare il bagno alle cascate, averne uno asciutto di ricambio è comodo.
- Pareo o telo leggero: per asciugarti dopo il bagno senza trascinarti dietro un asciugamano enorme.
- Salviettine disinfettanti e gel disinfettante Amuchina : ne avrai spesso bisogno, credimi, soprattutto durante le soste per mangiare.
- Powerbank e cavo: nella capanna non c’era elettricità. La nostra guida ne aveva portate, ma averne una tua carica ti evita di dipendere da quelle degli altri. Io in ogni viaggio porto questa powerbank: non è piccola ma ti ricarica il telefono almeno 3-4 volte.
- Un cambio asciutto e una felpa: per la sera e la notte nel villaggio, dopo tutta la giornata tra camminata e attività sul fiume.
- Una piccola torcia, meglio ancora frontale come questa: utile quando fa buio, così non devi usare sempre quella del telefono.
- Acqua e un po’ di contanti: chiedi alla guida quanta acqua portare e tieni qualcosa per le bevande e per gli acquisti nei villaggi. Noi, come ti dicevo, abbiamo comprato dei braccialetti e qualcosina dalla famiglia che ci ha ospitati.
Aggiungerei, come ti dicevo, anche una custodia impermeabile per il telefono durante il bamboo rafting e una busta in cui mettere le cose bagnate. Per tutto quello che riguarda il pernottamento, chiedi al 3Pok cosa troverai già sul posto, così eviti di riempire lo zaino inutilmente.
Organizzati anche per la connessione: per avere internet durante il viaggio puoi acquistare una eSIM Airalo per la Thailandia, così eviti di cercare una SIM locale appena atterrato. Nella giungla, però, non dare per scontato che ci sia campo: salva indirizzi e conferme di prenotazione anche offline.
Quanto costa dormire con gli elefanti a Chiang Mai
Per questa esperienza, fatta a fine dicembre 2024, abbiamo speso circa 171 € a testa, comprendendo le due notti, la giornata di attività e i trasferimenti. Eravamo in due, quindi abbiamo diviso il costo della camera al 3Pok e quello del trasporto.
Ti riporto il dettaglio, così puoi farti un’idea:
| Voce | Quanto abbiamo pagato | Costo a persona |
|---|---|---|
| Notte al 3Pok, risveglio con gli elefanti, foto e colazione | 118 € per due | 59 € |
| Bamboo rafting, trekking, pranzo al sacco, visite ai villaggi, cena e notte nel villaggio | 3.500 baht a persona | Circa 91 € |
| Trasferimenti aeroporto–3Pok e 3Pok–Chiang Mai | 1.600 baht complessivi per due | Circa 21 € |
| Totale | Circa 171 € |
Il pernottamento al 3Pok lo abbiamo prenotato su Trip.com: qui puoi vedere camere, disponibilità e prezzi. La nostra prenotazione comprendeva anche la colazione e il risveglio con gli elefanti; le foto ce le hanno fatte anche se non avevamo richiesto un servizio a parte.
Il tour con bamboo rafting, trekking e pernottamento nel villaggio lo abbiamo invece organizzato direttamente con loro, così come i trasferimenti. Ti consiglio di farti confermare il programma e cosa comprende il prezzo quando li contatti, soprattutto se vuoi modificare qualcosa rispetto alle attività che abbiamo fatto noi.
Questi sono i costi del nostro viaggio, con conversioni indicative in euro: per le tue date potrebbero cambiare sia le tariffe sia il cambio. Gli acquisti personali e le eventuali bevande extra vanno considerati a parte.
Per quello che abbiamo fatto, per le due notti completamente diverse e soprattutto per quanto ci siamo trovati bene, sono stati soldi spesi benissimo. È una delle esperienze per cui sono più contenta di aver tenuto spazio e budget nel nostro itinerario.


Dormire con gli elefanti al Chai Lai Orchid: un’alternativa al 3Pok
Se il 3Pok è pieno, o vuoi confrontare un’altra struttura prima di prenotare, puoi dare un’occhiata al Chai Lai Orchid, quello da cui era partita tutta la mia fissa per la colazione con gli elefanti.
Come ti raccontavo, avevo provato a prenotare proprio qui, ma per le nostre date non c’era più posto nemmeno supplicandoli via mail. Non ci abbiamo quindi soggiornato, ma te lo segnalo perché è un’alternativa da conoscere se vuoi dormire con gli elefanti a Chiang Mai.
La struttura propone bungalow con vista sulle montagne o sul fiume o nella zona giardino. Sono alloggi rustici, con bambù, tetti di paglia e tanto verde intorno. Guarda però bene la camera che stai scegliendo, perché le sistemazioni sono diverse tra loro.
L’esperienza da controllare nella prenotazione si chiama Elephant Room Service, cioè la visita degli elefanti davanti alla camera. Il sito ufficiale la indica inclusa per le camere prenotate direttamente: se prenoti attraverso un altro portale, fatti confermare che sia compresa anche nella tua tariffa, insieme alla colazione. Meglio una domanda prima che una delusione al risveglio.
Qui puoi controllare camere, prezzi e disponibilità del Chai Lai Orchid su Trip.com. E se hai già deciso le date, non aspettare quanto abbiamo aspettato noi, haha.
Vedere gli elefanti a Chiang Mai senza pernottare
Se nel tuo itinerario non riesci a incastrare anche una notte fuori città, puoi vedere gli elefanti con un’escursione in giornata da Chiang Mai. Ci sono diverse formule, alcune dedicate agli animali e altre che abbinano la visita al bamboo rafting o al Parco nazionale di Doi Inthanon.
Ti lascio due possibilità con programmi diversi:
Elefanti e bamboo rafting al Living Green: se ti attirano soprattutto gli elefanti e la discesa sul fiume, il tour al Living Green Elephant Sanctuary con bamboo rafting permette di fare entrambe le cose senza fermarsi a dormire. Il programma prevede una passeggiata con gli elefanti, momenti dedicati alla loro alimentazione e circa un’ora su una zattera di bambù lungo il fiume Wang.
Considera 9–10 ore, trasferimenti compresi, con partenza al mattino e rientro nel tardo pomeriggio. Sono inclusi il prelievo e il rientro in hotel a Chiang Mai, la guida in inglese e il pranzo. La visita prevede di dare da mangiare agli elefanti dalla mano, mentre il momento al fiume viene descritto come osservazione del bagno. Qui trovi il programma e la disponibilità del tour con elefanti e bamboo rafting.
Elefanti e Doi Inthanon nella stessa giornata: Se invece vuoi vedere anche il Parco nazionale di Doi Inthanon, puoi abbinare le due visite con un’escursione organizzata da Chiang Mai. Il programma comprende la cascata Wachirathan, le pagode reali e il punto più alto della Thailandia, oltre a una passeggiata nella foresta.
La parte con gli elefanti è organizzata da Pon Elephant Thailand e comprende alimentazione, passeggiata e bagno insieme agli animali: un dettaglio da tenere presente, anche alla luce dei dubbi che ti ho raccontato sulla nostra esperienza. Sono inclusi il pranzo, la guida in inglese e gli ingressi previsti dal programma; per il prelievo in hotel, controlla di selezionare l’opzione che lo comprende. Qui trovi il programma e la disponibilità del tour con elefanti e Doi Inthanon.
Santuari degli elefanti a Chiang Mai: quali scegliere
Se invece cerchi un posto dove osservare gli elefanti senza toccarli, lavarli o dar loro da mangiare dalla mano, la scelta va fatta guardando oltre il nome. Scrivere “santuario” sul sito non basta: lo sottolinea anche World Animal Protection, che distingue le strutture in base alle loro pratiche e alle condizioni degli animali.
Dopo i dubbi che ti ho raccontato sulla nostra esperienza, questa è una differenza che mi interessa mettere in chiaro. Dormire vicino agli elefanti, partecipare a un tour e visitare un centro che limita il contatto con i turisti sono esperienze diverse, anche se nelle descrizioni online sembrano tutte la stessa cosa.
ChangChill e BEES compaiono entrambi nell’elenco delle strutture Elephant-friendly di World Animal Protection. Non li abbiamo visitati personalmente: li segnalo sulla base di questo riscontro e dei programmi che propongono.
Al ChangChill la visita ruota intorno all’osservazione: si cammina nella foresta con la guida, mantenendo le distanze dagli elefanti mentre mangiano e stanno tra loro. Niente cavalcate, bagno insieme o cibo offerto dalla mano.
Nel programma mattutino di ChangChill Hillside si preparano anche degli alimenti da sistemare negli appositi contenitori, per poi osservare gli animali mentre li mangiano. Sono compresi il pranzo vegetariano e i trasferimenti da Chiang Mai.
Occhio alla durata: viene chiamata visita di mezza giornata, ma il prelievo è previsto tra le 8 e le 8:30 e il rientro in hotel verso le 15–15:30. Quindi non organizzare il pomeriggio pensando di essere di nuovo in città per pranzo.
Qui trovi il programma della visita al ChangChill Hillside e le informazioni per prenotare.
Il BEES – Burm and Emily’s Elephant Sanctuary si trova nel distretto di Mae Chaem, a circa due ore e mezza da Chiang Mai. Ospita elefanti ritirati dal lavoro nel turismo e nel trasporto del legname e propone un’esperienza basata sull’osservazione, senza contatto diretto con i visitatori.
Qui serve più tempo: i programmi pubblicati sono di 2, 4 o 7 giorni. Si cammina tra foresta e campi per osservare gli elefanti e conoscere il progetto, trascorrendo qualche giorno in una zona rurale della provincia.
È una possibilità da considerare se vuoi dedicare a questa esperienza una parte del viaggio. Il senso del soggiorno è seguire gli animali durante le loro giornate, lasciando loro spazio, anche quando questo significa guardarli da lontano.
Sul sito ufficiale del BEES trovi i programmi e le informazioni per organizzare il soggiorno.


Vale la pena dormire con gli elefanti e fermarsi nella giungla di Chiang Mai?
Per me sì, assolutamente: è stata una delle esperienze più belle del nostro viaggio in Thailandia. La colazione con gli elefanti era la cosa che sognavo di fare prima di partire e mi è piaciuta tantissimo, ma anche tutto quello che è venuto dopo è stato stupendo.
Abbiamo trovato persone adorabili dall’inizio alla fine, fatto una marea di risate con la guida e passato una notte in un posto semplicissimo ma bellissimo, con una famiglia che ci ha accolti e cucinato divinamente. Se all’inizio ero concentrata soprattutto sulla sveglia con gli elefanti, alla fine la cena, la notte nel villaggio e tutto ciò che c’è stato in mezzo sono diventati altrettanto importanti nel ricordo di questi giorni.
Se vuoi organizzare qualcosa di simile, il mio consiglio è di tenerti il tempo per fare entrambe le cose. Sul bagno con gli elefanti e sul fatto che fosse realmente un “santuario” rimangono i dubbi che ti ho raccontato, ma il trekking e il pernottamento dalla famiglia li rifarei senza pensarci due volte. Magari arrivando un po’ prima al 3Pok, per godermi anche quella casetta adorabile invece di vederla per la prima volta alle due di notte.
Noi da qui abbiamo proseguito verso Chiang Mai città (puoi leggere l’articolo con la nostra esperienza qui), continuando il nostro itinerario di 14 giorni in Thailandia. Ma questa partenza tra elefanti, foreste e risaie me la porto nel cuore. Insieme alla cena della nonna, ovviamente. 💚
