Osservazione degli elefanti durante un safari in jeep in Kenya, tappa dell’itinerario

Kenya in 10 giorni: itinerario tra safari, mare e città

In occasione delle feste di Natale e Capodanno, in compagnia di tre cari amici (e di una guida e di un autista), ho realizzato uno dei miei più grandi sogni di sempre: volare verso il Kenya per la mia prima esperienza di safari, e per vedere finalmente dal vivo gli animali della Savana.

Nella prima parte del nostro itinerario in Kenya abbiamo trascorso 6 giorni facendo safari in Kenya tra quattro parchi diversi, in modo da avvistare quanti più animali possibile e immergerci appieno nella natura africana.

A fine safari abbiamo trascorso qualche giorno di relax e spiaggia sulle coste di Watamu, tra le località di mare più famose in Kenya per la loro bellezza.

Abbiamo concluso il nostro viaggio con una giornata nella capitale, Nairobi, per vivere anche il Kenya più autentico e meno turistico.

Se stai pianificando un viaggio in Kenya fai-da-te, starai probabilmente scoprendo che l’organizzazione dell’itinerario è un pochettino più complessa del previsto, soprattutto se è il tuo primo safari e non sai da dove cominciare. In questo articolo ti racconto come abbiamo organizzato il nostro Kenya in 10 giorni, tra 6 giorni di safari, qualche giorno di mare a Watamu e infine una giornata a Nairobi.

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Safari in Kenya durante un itinerario di 10 giorni tra parchi naturali
Mare cristallino a Watamu durante un itinerario di 10 giorni in Kenya
Incontro con le giraffe a Nairobi durante un itinerario di 10 giorni in Kenya

Cosa vedere in Kenya in 10 giorni

Ecco quindi cosa vedere in Kenya in 10 giorni, giorno per giorno. Per aiutarti a visualizzare meglio le varie tappe, ho creato anche una mappa dell’itinerario completo.

1️⃣ Aeroporto di Nairobi (A/R)
2️⃣ Maasai Mara
3️⃣ Lake Nakuru
4️⃣ Parco Amboseli
5️⃣ Tsavo Est
6️⃣ Watamu

Giorno 1-6: safari in Kenya

Come anticipato, i primi 6 giorni del nostro viaggio in Kenya sono stati dedicati al safari, attraversando 4 dei parchi più famosi: Maasai Mara, Lake Nakuru, Parco Amboseli e Tsavo Est. Puoi leggere la descrizione completa di ogni parco, con la nostra esperienza, i nostri avvistamenti e consigli, nell’articolo Guida ai parchi safari del Kenya. Di seguito trovi invece la suddivisione dei giorni, per darti un’indicazione di quanto tempo dedicare a ciascuna tappa.

Maasai Mara

Avvistamento di elefanti nel Maasai Mara durante un safari in Kenya
Ghepardo nel Maasai Mara, uno dei parchi safari più famosi del Kenya
Giraffa nel Maasai Mara durante un safari in Kenya

GIORNO 1
Atterriamo a Nairobi il 28 dicembre attorno alle 8 del mattino.
Dopo aver sbrigato formalità e controlli, incontriamo i nostri driver e guida direttamente fuori dall’aeroporto, e siamo pronti per partire in direzione Maasai Mara.
Il tragitto dura circa 6 ore (con una breve sosta per mangiare qualcosa), quindi arriviamo dentro al parco solo a metà pomeriggio. Nonostante il poco tempo a disposizione del primo giorno, riusciamo comunque a girare un po’ per il parco e a fare i nostri primi incontri con giraffe, zebre, antilopi e manguste. Il parco chiude attorno alle 18.15, quindi ci avviamo verso il nostro alloggio sfiniti per il viaggio. Il vero grande giorno di safari sarà l’indomani, quindi la cosa migliore è docciarsi, cenare, e andare a letto presto. La sveglia per il giorno dopo è infatti puntata alle 5 di mattina.

GIORNO 2
Il secondo giorno viviamo una full-immersion di una giornata intera al Maasai Mara all’insegna dell’avvistamento di ogni animale della Savana: leoni, ghepardi, elefanti, antilopi, scimmie, bufali, giraffe, zebre, iene, ippopotami, coccodrilli e marabù.
Il Maasai Mara è stato il mio parco preferito, sia per la grande quantità di animali che lo abitano, sia per la possibilità di fare gli off-road, lasciando i sentieri canonici previsti per la marcia delle Jeep per andare in mezzo all’erba alta e vedere da vicino gli animali che vi si nascondono. Come ho scritto nell’articolo su Come organizzare un viaggio in Kenya, per avvistare e avvicinarsi gli animali è fondamentale essere accompagnati da una guida esperta. La nostra, oltre a ricevere informazioni sugli avvistamenti nel parco via radio, ha il cosiddetto occhio di lince, e scovava gli animali anche a chilometri di distanza. La giornata trascorre così, tra avvistamenti pazzeschi, incontri ravvicinati con branchi di leonesse splendide, reportage fotografici infiniti, e un pranzo al sacco in mezzo al prato circondati dai marabù.

Come leggerai anche nell’articolo Guida ai parchi safari del Kenya, le guide spesso insistono per portare i turisti in visita ai villaggi dei Maasai: noi, già reticenti, ci siamo lasciati convincere per poi ovviamente pentircene. A mio avviso è un’esperienza che non vale assolutamente la pena fare (trovi tutti i motivi nell’articolo).

La sera noi abbiamo dormito al Fig Tree Camp: le tende erano perfette, dotate di ogni necessità e, per una cifra un po’ più alta, abbiamo preso quelle affacciate sul fiume, in cui nuotano tanti ippopotami che ti intrattengono con i loro versi e rumori. La cucina inoltre era buonissima: un buffet con tantissime proposte realizzate benissimo, sia a colazione che a cena. Super consigliato.👉 Vedi disponibilità e prezzi

Di seguito altri alloggi che ci erano stati proposti dalle guide, e che erano nella top 4 delle nostre ipotetiche scelte:

Masai Mara Sopa Lodge: grandi lodge con camere spaziose, piscina e diversi spazi comuni immersi nel verde. Si trova appena fuori dalla riserva, a circa 10-15 minuti di auto dall’ingresso, e non è raro vedere zebre girare liberamente nei giardini della struttura. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Sentrim Mara Lodge: un campo tendato più semplice e rustico, con le tende sparse nella vegetazione, ciascuna con veranda e bagno privato. Gli spazi comuni sono costruiti soprattutto in legno e materiali naturali e la sera ci si può ritrovare intorno al fuoco. C’è anche una grande piscina, utile soprattutto nelle ore più calde tra un safari e l’altro. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Sarova Mara Game Camp: una soluzione decisamente più lussuosa all’interno della riserva del Maasai Mara, con tende immerse nel verde, piscina e ristorante. Le Olchani Luxury Tents sono enormi, con 62 m², bagno con vasca e doccia, patio privato e vista sulla pianura del Mara. I prezzi sono importanti, ma può essere un’alternativa per chi vuole concedersi un campo tendato di livello molto alto.- 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Lake Nakuru

Rinoceronte nel Parco Nazionale del Lake Nakuru in Kenya
Fenicotteri sulle rive del Lake Nakuru in Kenya
Leone nel Parco Nazionale del Lake Nakuru durante un safari in Kenya

GIORNO 3
La mattina del 30 dicembre, la sveglia suona ancora alle 5 per partire alla volta del Lake Nakuru, a circa 6 ore di distanza e quasi 1800 metri di altitudine. La missione principale di questa tappa è avvistare i rinoceronti, perché il Lake Nakuru è uno dei luoghi migliori del Kenya per riuscire a vederli: qui abbiamo pianificato di trascorrere un intero pomeriggio (dall’ora di pranzo alla chiusura del parco alle 18.30) nella speranza di poterne scorgere anche solo uno.
Missione compiuta: ne vediamo almeno 4 o 5, e anche da molto vicino. E non solo: nei pressi del lago ci sono una quantità indecifrabile di fenicotteri e pellicani che creano un panorama meraviglioso. Vediamo anche leoni e leonesse, e le varie mandrie di bufali lungo il tragitto, a fissarci con le loro facce da scemi.

Per questa tappa, abbiamo alloggiato al Lake Nakuru Lodge. Vere e proprie camere, personale gentile, posizione comoda vicinissimo all’ingresso del parco. È uno dei lodge più gettonati, quindi ci sono TANTI TANTI turisti, il che ovviamente compromette molto la quiete e l’atmosfera. Per trascorrere una notte in una posizione strategica può andare bene. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

E qualora il Lake Nakuru Lodge fosse al completo, di seguito altre soluzioni che ci ispiravano tra quelle proposte dalla guida:

Sarova Lion Hill Game Lodge: lodge situato all’interno del Lake Nakuru National Park, su una collina affacciata sul lago, circondato da alberi e con una piscina immersa nel giardino. Uno dei suoi punti forti è il viewpoint sulla pozza frequentata dagli animali, che permette di avvistarli anche senza essere in game drive. Le camere sono semplici, in stile chalet, e il ristorante è molto apprezzato per la qualità e la varietà del cibo. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Lake Elementaita Mountain Lodge: lodge costruito sulle colline sopra il Lake Elementaita, con una bellissima vista sul lago sia dalle camere che dagli spazi esterni. Le sistemazioni sono distribuite lungo il pendio, circondate da prati e giardini, e alcune hanno grandi vetrate e terrazza affacciata sul lago. La struttura ha anche una piscina panoramica e camere spaziose e moderne. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Sentrim Elementaita Lodge: la particolarità di questo lodge è soprattutto la posizione, direttamente sulle rive del Lake Elementaita, con camere molto spaziose affacciate sull’acqua e la possibilità di osservare numerosi uccelli già dalla struttura. C’è anche una piscina praticamente a ridosso del lago, mentre la sera viene acceso un falò all’aperto. Perfetta soprattutto se vuoi dormire direttamente sul lago, anziché nelle strutture panoramiche sulle colline circostanti. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Parco Amboseli

Branco di elefanti nel Parco Amboseli in Kenya
Monte Kilimangiaro visto dal Parco Amboseli in Kenya
Elefanti nel Parco Amboseli durante un safari in Kenya

Indovina? Sveglia alle 5, direzione parco Amboseli, per un tragitto di circa 7 ore di macchina. Trascorriamo qui il pomeriggio del 31 dicembre e la mattina del primo gennaio, in modo da dedicare a questo parco circa 24 ore. L’obiettivo è riuscire ad avvistare il Monte Kilimangiaro, il che rappresenta una sfida, visto che spesso è coperto dalle nuvole, soprattutto in questo periodo, e vedere i numerosissimi branchi di elefanti di questo parco (obiettivo più semplice, visto che sono una marea).

GIORNO 4
Il pomeriggio del primo giorno è impossibile scorgere il Kilimangiaro, ma la nostra sfortuna viene ampiamente ricompensata dall’incredibile numero di famiglie di elefanti (tra CUI TANTISSIMI CUCCIOLINI) che incontriamo: vederli mangiare, rilassarsi e giocare insieme al tramonto, è uno spettacolo davvero magico. Siamo rimasti fermi con la macchina nello stesso punto per circa un’ora, in silenzio, ipnotizzati dalla loro bellezza e dai loro versi.

GIORNO 5 (MATTINA)
La mattina successiva rientriamo nel parco e BAAAM: ecco il Kilimangiaro in tutta la sua maestosità. Non è visibile nel dettaglio, un po’ di cappa c’è, ma va bene così, ripartiamo comunque soddisfatti 🙂 Un saluto a un altro paio di elefanti e zebre e via, in direzione Tsavo Est.

Per la nostra notte al Parco Amboseli, abbiamo prenotato al Kibo Safari Camp: mi è piaciuto molto, soprattutto per le tende in cui abbiamo dormito, che erano ampie, ben arredate, complete di tutto, con un patio delizioso, e una meravigliosa vista sul monte Kilimangiaro. La cucina non è spaziale ma è ok. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Tra l’altro, la notte del nostro soggiorno, era quella di Capodanno: non aspettatevi niente di eclatante, noi a mezzanotte e 05 eravamo già a letto, ma è stata una bella occasione per stare con la nostra guida e il nostro autista chiacchierando di argomenti che non fossero animali e festeggiare insieme l’arrivo del nuovo anno.

Qualora il Kibo Safari Camp fosse sold-out, ecco le altre sistemazioni che avevamo salvato tra i Preferiti:

Sentrim Amboseli Camp: uno dei suoi punti forti è sicuramente la posizione, al confine con l’Amboseli National Park e con il Kilimangiaro a fare da sfondo. Si dorme in grandi tende immerse nella savana, con bagno privato e veranda da cui, quando il cielo è limpido, si può vedere direttamente la montagna. C’è anche un punto panoramico dedicato al Kilimangiaro, oltre a una bella piscina circondata dal verde. Le tende sono spaziose, e il ristorante propone un buffet molto vario. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Amboseli Discovery Camp: un campo piccolo e immerso nella natura, dove non è raro vedere gli animali passare molto vicino alle tende. Il Kilimangiaro domina il panorama e si vede sia dagli alloggi sia dalla piscina e dalla terrazza panoramica, attrezzata anche con un telescopio per osservare la fauna. Le tende sono semplici ma molto curate, con bagno privato, doccia calda e una veranda affacciata sulla savana. La sera ci si ritrova intorno al fuoco, mentre pranzo e cena sono serviti al tavolo anziché a buffet, con diversi piatti della cucina locale. Nel complesso ha un’atmosfera più raccolta e intima rispetto ad altri lodge più grandi dell’Amboseli. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Oltukai Lodge: uno dei lodge con la posizione più spettacolare dell’Amboseli, direttamente all’interno del parco, con il Kilimangiaro sullo sfondo e gli animali che passano praticamente davanti alla struttura: elefanti e zebre arrivano regolarmente fino alla recinzione che costeggia il grande prato. Questo significa anche poter partire per i game drive senza dover ogni volta raggiungere e attraversare i gate del parco. Le camere sono spaziose e ci sono una grande piscina e diversi spazi affacciati sulla savana. I pasti sono a buffet, con parecchia scelta anche per esigenze alimentari diverse. Il prezzo è nettamente più alto rispetto alle altre 3 proposte, ma se il budget lo permette si paga una posizione davvero difficile da battere, nel cuore dell’Amboseli e con gli animali che possono comparire letteralmente davanti al lodge. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Tsavo Est

Paesaggio e fauna del Parco Tsavo Est in Kenya
Safari in jeep nel Parco Tsavo Est durante un itinerario in Kenya
Zebre nel Parco Tsavo Est durante un safari in Kenya

GIORNO 5 (POMERIGGIO)
Abbandoniamo il parco Amboseli alla volta dello Tsavo Est, e anche questa volta la strada è lunga (circa 4 ore e mezza). Man mano che ci avviciniamo, le strade e i paesaggi si colorano di rosso, e i panorami sono bellissimi. Arriviamo all’ingresso nel primo pomeriggio, e la guida ci avvisa già: il parco è immenso, molto più grande degli altri, il che renderà più difficile l’avvistamento degli animali. E infatti il pomeriggio trascorre così, tra tempi morti senza vedere nulla, e animali pazzeschi che sbucano all’improvviso: famiglie di leoni, elefanti ricoperti di terra rossa (di cui si cospargono per ripararsi dal sole e dal caldo), mandrie di zebre e gruppi di babbuini.

GIORNO 6 (MATTINA)
Lo stesso scenario si ripete anche la mattina successiva: panorami sconfinati, qualche animale, ma un po’ più di frustrazione rispetto ai parchi precedenti. Verso ora di pranzo è tempo di salutare parchi e animali (a malincuore), per dare il via alla seconda parte del nostro viaggio: dal safari al mare in Kenya, per qualche giorno di spiaggia a Watamu.

Sentrim Tsavo Lodge: noi abbiamo dormito qui. Le camere sono carine anche se un po’ buie, la location è molto bella, con una visuale perfetta sul tramonto e tante scimmiette che si lanciano da un albero all’altro sopra alla tua testa mentre ceni. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Altre strutture consigliate in zona Tsavo Est sono:

Voi Wildlife Lodge: uno dei punti forti di questo lodge è senza dubbio la pozza d’acqua proprio davanti alla struttura, dove gli animali arrivano regolarmente a bere. Puoi quindi ritrovarti a fare colazione o cenare guardando elefanti, ippopotami e altri animali a pochi metri di distanza; anche una delle piscine si affaccia direttamente sulla pozza e sulla savana. La posizione è inoltre molto comoda per i safari nello Tsavo East, perché il lodge si trova vicino all’ingresso del parco. Le camere sono semplici ma dotate di zanzariera, ventilatore, bollitore e frigorifero, mentre il trattamento comprende colazione, pranzo e cena, con buffet con una buona scelta. È una struttura abbastanza grande e quindi meno intima di un piccolo campo tendato, ma ha un grosso vantaggio: qui l’esperienza safari continua anche quando sei rientrato dal game drive, perché basta affacciarsi sulla pozza per vedere chi è arrivato a bere. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Ashnil Aruba Lodge: si trova nel cuore dello Tsavo East, in una zona particolarmente ricca di pozze d’acqua e quindi ottima per continuare ad avvistare animali anche dal lodge: elefanti, zebre e altri animali si vedono dalle camere e dalla piscina, mentre nei giardini girano scimmie e lucertole colorate. Si può scegliere tra camere e tende spaziose affacciate direttamente sul parco, che permettono di dormire sentendo i rumori della savana e al mattino di osservare quello che passa senza neppure uscire. La struttura è piuttosto grande, ma gli spazi sono ben curati, c’è una bella piscina e il ristorante è particolarmente apprezzato per la qualità del cibo. Una delle opzioni più interessanti se vuoi dormire effettivamente dentro lo Tsavo East e avere la possibilità di vedere animali praticamente dalla tua stanza. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Giorno 6-9: mare a Watamu

Dopo tante considerazioni su quale località costiera scegliere (trovi tutte le informazioni sulle varie zone di mare del Kenya nell’articolo Come organizzare un viaggio in Kenya), abbiamo deciso di dedicare la seconda parte del nostro viaggio tra safari e mare in Kenya alle spiagge di Watamu, dove abbiamo trascorso 4 giorni.

Watamu

Watamu durante un itinerario in Kenya di 10 giorni tra safari e mare
Garoda Beach a Watamu, spiaggia autentica sulla costa del Kenya

GIORNO 6 (POMERIGGIO)
Arriviamo a Watamu il 2 gennaio nel pomeriggio, molliamo le valigie a casa e prendiamo al volo un tuc tuc che per circa 6 € ci porta da zona Peponi a Garoda Beach.
Garoda Beach è una lunga distesa di spiaggia, intervallata da scogli e rocce, dove il vento soffia forte, tanto che molte persone vengono qui per fare kite surf. La riva è molto ampia, la distesa super lunga e alcuni tratti sono proprio vuoti, quindi ci si riesce a sdraiare e anche ad avere tanto spazio e zero calca intorno. Qui trovi tanti baretti e qualche stabilimento balneare privato dove comprare anche un drink o uno spuntino per la spiaggia.

GIORNO 7
Qualora non lo sapessi, a Watamu durante la bassa marea l’acqua si ritira tantissimo, fino quasi a scomparire in alcuni tratti del litorale, lasciando scoperte enormi distese di sabbia. Lo scenario che regala è surreale, quasi alieno. Nei giorni in cui eravamo lì, la bassa marea cadeva al mattino e l’acqua tornava poi lentamente a salire nel corso della giornata.

Il giorno successivo approfittiamo proprio della bassa marea della mattina: partiamo da Watamu Beach e camminiamo su quel lembo di sabbia che già nel pomeriggio sarebbe stato coperto dall’acqua per raggiungere il nostro stabilimento preferito.

Lo stabilimento Kibo è abbastanza wild, ma comunque attrezzato, con la possibilità di godere dell’ombra del tendone (cosa da non sottovalutare, perché il sole in Kenya è ustionante, anche se con il vento non sempre lo si percepisce) e con una cucina molto buona. Tanto che alla fine ci siamo fermati qui anche il pomeriggio e la sera, per una cena a piedi nudi nella sabbia.

GIORNO 8
La mattina successiva ripartiamo alla scoperta delle spiagge di Watamu: prendiamo 2 scooter (con conducente) e ci facciamo lasciare a Jacaranda Beach. Camminiamo un po’, però Jacaranda Beach non ci convince, quindi proseguiamo verso nord per dare un’occhiata alle spiagge in zona St. Thomas. Ancora nulla: in questo tratto di spiaggia non ci sono “stabilimenti” o quei pochi che ci sono non prevedono ombra o bar: complicato trascorrere un’intera giornata così.
Ci spingiamo ancora più in là, fino a Peponi Beach, e finalmente troviamo la situazione ideale: uno stabilimento molto carino ma senza essere fighetto, con ombrelloni distanziatissimi e un bar/ ristorante. Unico piccolo ma enorme neo: gli ombrelloni erano tutti esauriti, avremmo dovuto prenotare almeno il giorno prima.
Dunque, stanchi dopo un lungo peregrinare e a quel punto anche un po’ frustrati, torniamo al Kibo. Tuttavia, consiglio vivamente Peponi Beach: dacci un ‘occhiata e prenota per tempo.

GIORNO 9: l’ultimo giorno lo abbiamo passato nella villa con piscina che abbiamo affittato per il nostro soggiorno a Watamu, così bella che sarebbe stato un vero peccato sfruttarla solo per le notti.
Diversamente da come fanno in tanti, noi dall’inizio abbiamo escluso l’opzione di andare in resort: troppa gente, troppo casino, e prezzi esagerati rispetto a quanto offerto e rispetto alle ville, che sono decisamente meglio.
La scelta di affittare una villa tutta per noi è stata azzeccatissima: Villa Jupiter si trova nel quartiere Peponi, tranquillo e sicuro, ed è una casa spaziosa su 3 piani, con 4 camere da letto (e 4 bagni in camera), una piscina che abbiamo amato, e un patio carinissimo dove rilassarsi o mangiare uno dei super pasti cucinati da Matano, lo chef a disposizione per tutta la durata del soggiorno. Matano, oltre a essere un grandissimo cuoco, molto bravo ed estremamente disponibile nell’accontentare i desideri e i gusti degli ospiti, è anche un ragazzo molto simpatico e gentile che si offre di darti una mano in tutto, da chiamare taxi e tuc tuc, ad accompagnarti nei posti che desideri visitare.
Come dicevamo, abbiamo passato il nostro ultimo giorno a casa, tra mille bagni in piscina, tante birre, un pranzo buonissimo preparato da Matano e tanto relax.
La nostra villa, in zona Peponi, era inoltre vicina alla via dei negozietti e delle bancarelle: qui puoi comprare tanti prodotti locali veramente belli e tanti souvenir per tutti i gusti e le tasche da portare in Italia. Oltre a mille parei a tema animali e Africa BELLISSIMI, ho fatto incetta di cinture, collari, guinzagli e tanti altri accessori decorati con perline a dei prezzi stracciati (in Italia gli stessi articoli vengono venduti a cifre folli).

Quindi riassumendo l’esperienza di Watamu: voto 10 a villa, Matano, mare (con alta marea, ovvio) e shopping. La vita notturna non è un granché, ma ogni tanto ci sta anche fare vita più da pensionati 🙂

Stella marina nelle acque basse di Watamu durante la bassa marea
Tramonto sulla spiaggia di Watamu lungo la costa del Kenya

Giorno 10: Nairobi

Non si può dire di aver esplorato veramente un Paese se non si visitano anche le sue zone più autentiche. Per questo abbiamo deciso di destinare l’ultimo giorno del nostro itinerario di 10 giorni in Kenya a Nairobi, la capitale, nella quale non si può dire ci sia tanto da vedere, ma che rende perfettamente l’idea di come sia il Kenya lontano dal turismo: una realtà caotica, trafficata, purtroppo in alcune zone assolutamente povera e molto pericolosa.

Raggiungiamo Malindi in taxi da Watamu, e da qui prendiamo un volo che circa in 1 ora e un quarto ci porta nella capitale, Nairobi. Abbiamo scelto di trascorrere un giorno qui, sia per non avere problemi logistici con il volo di rientro, sia perché volevamo vedere come fosse anche l’altra parte del Kenya, quella non da copertina ma più cruda e autentica. Bryan, un amico della nostra guida nei safari, ci viene a prendere in aeroporto per restare con noi tutto il giorno e scortarci da un punto della città all’altro.

L’unica attrazione turistica in programma è il Giraffe Center: una riserva per le giraffe in un quartiere ben tenuto della città. Nonostante la giraffa sia il mio animale preferito, non saprei se consigliarti l’esperienza. Fondamentalmente si tratta di una passeggiata di una decina di metri lungo una passerella sulla quale si affacciano le giraffe a cui dare da mangiare il mangime che ti consegnano all’ingresso con il biglietto. Le giraffe non sono (giustamente) particolarmente amichevoli, né mi sono sembrate felici, quindi tornando indietro non so se finanzierei nuovamente un’attività del genere. Va detto che il centro porta avanti anche programmi di conservazione e riproduzione delle giraffe di Rothschild, quindi il mio giudizio riguarda esclusivamente l’esperienza della visita.

Usciti da lì, chiediamo all’autista di prendere l’iniziativa e di portarci nei posti più “iconici” e da vedere di Nairobi, ma lui risponde che non sa dove portarci, visto che la città consiste in stradoni iper trafficati e mercati non proprio sicuri.
Alla fine ci porta all’Uhuru Park, un parco cittadino con laghetto e vista skyline, ma la situazione era ansiogena: persone collassate in mezzo al parco o che si aggiravano intorno a noi in maniera inquietante. Tempo 2 minuti e ce ne siamo andati perché non ci sentivamo affatto al sicuro.
La sera usciamo nuovamente per andare al ristorante Cultiva Farm che vi consiglio caldamente: è un po’ lontano dal centro della città ma il cibo è ottimo e l’arredamento è molto bello.

A Nairobi abbiamo dormito agli Highlands Suites Hotel Apartments: ampi appartamenti con doppia camera, all’interno di una struttura dotata di piscina all’ultimo piano. Non è particolarmente moderna o curata, ma la posizione è abbastanza comoda per le attrazioni e l’aeroporto. 👉 Vedi disponibilità e prezzi

Il mattino successivo all’alba abbiamo il volo prestissimo per andare prima a Parigi e poi a Mila… hahahahahNO.
Kenya Airways infatti parte in ritardo e noi perdiamo la coincidenza, dunque torniamo da Parigi a Milano in treno 🙂 Ma vabbè, è una di quelle disavventure che una volta passate diventano un aneddoto divertente (sperando che qualcuno provveda a risarcirci) 🙂

Giraffe a Nairobi durante un itinerario in Kenya di 10 giorni
Nairobi, ultima tappa dell’itinerario in Kenya di 10 giorni

Conclusione

Mentirei se dicessi di essere tornata a casa rilassata e riposata: visitare il Kenya includendo così tante tappe tra safari, mare e città è stato abbastanza impegnativo. Tuttavia, quando visito un Paese ho l’obiettivo di vedere quanto più possibile, perché non so se avrò un’altra occasione per tornare.
Quindi per me è valso assolutamente la pena rinunciare a un po’ di relax in cambio di una panoramica così completa del Paese e, tornando indietro, rifarei questo viaggio in Kenya in 10 giorni esattamente così.

Nei prossimi articoli puoi trovare la mia Guida ai parchi del Kenya, in modo da aiutarti a decidere quali e quanti parchi visitare, e la Guida per organizzare un viaggio in Kenya, con consigli su quando andare in Kenya, cosa portare con te, i documenti necessari, e varie indicazioni per aiutarti a scegliere le guide dei safari, le località di mare migliori, e come muoverti tra una tappa e l’altra.

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